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San Paolo: in arrivo il nuovo centro trasfusionale

San Paolo: in arrivo il nuovo centro trasfusionale

Quintavalle ha annunciato grandi novità, il lato destro del piano terra dell’ospedale ospiterà due ale, una per il reparto ed una per l’avis, mentre endoscopia digestiva si trasferirà al quarto piano. Grazie ai nuovi locali sarà possibile riprendere attività di ambulatorio che consentiranno all’utenza di non ripiegare su Roma. Restyling anche per la sala gessi VIDEO1 VIDEO2

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – “Entro luglio avremo in consegna il lato destro del piano terra del San Paolo, ex rianimazione”. Lo ha dichiarato il direttore generale Asl Roma 4 Giuseppe Quintavalle nel corso di una conferenza per annunciare alcune delle importanti novità in dirittura d’arrivo per l’azienda sanitaria locale. L’ospedale si rinnova, con un occhio di riguardo per l’umanizzazione dei servizi. “Avremo un’ala dedicata all’Avis – ha spiegato Quintavalle – ed una al Centro trasfusionale”. Cambiamenti anche per l’endoscopia digestiva di Giuseppe Dimito che si trasferirà al quarto piano del nosocomio, nei locali ora occupati dal trasfusionale. “Inoltre – ha aggiunto il direttore generale – faremo un restyling dell’attuale sala gessi”. Una serie di miglioramenti che vanno a potenziare i servizi offerti all’utenza dell’Asl Roma 4. I lavori al piano terra rientrano nel finanziamento di 900mila euro della Regione Lazio.      

Il nuovo centro trasfusionale e i nuovi locali Avis verranno dotati di percorsi indipendenti per permettere un accesso autonomo ai donatori. Parole d’ordine “Potenziamento” e “Umanizzazione”, per un progetto condiviso anche dall’Avis. “La creazione del nuovo punto e l’entrata separata sono, per noi, una risposta alla cittadinanza – ha commentato il vice presidente della sezione Avis di Civitavecchia Nicoletta Iacomelli – è un obiettivo che aspettavamo da molto tempo e la direzione sanitaria non ci ha mai abbandonato”.

Anche Domenico Lucianatelli, amministratore Avis intercomunale Aureliana, ha  accolto positivamente le novità. “La fase dell’accoglienza – ha detto – deve essere più calorosa possibile”.

Il responsabile del centro trasfusionale Giorgio Arena ha spiegato come il potenziamento dei servizi consentirà di riprendere discorsi abbandonati come l’ambulatorio trasfusionale e la terapia infusionale, servizi fondamentali per il territorio perché consentono agli utenti di non doversi spostare su Roma.

“Aspettavamo questa sede da tempo – ha dichiarato Arena – la collaborazione con il San Filippo Neri sta portando la centralità regionale in questa zona”.

Antonietta Grizzuti del centro trasfusionale: “Faremo un salto tecnico e di qualità, grazie ai nuovi locali metteremo in atto quello che prevede la normativa europea e potremo riprendere le attività perse. Se ora siamo in grado di erogare autonomamente il prodotto in 12 ore con i  nuovi locali potremo accorciare i tempi”.

Il centro prelievi verrà centralizzato al cup e si sperimenteranno due sportelli dedicati in determinati orari (fino alle 10,30) per facilitare l’accesso all’utenza, per poi passare ad uno se la mole di lavoro lo consentirà.

“Con questo lavoro – ha commentato il direttore sanitario Antonio Carbone – viene posto un ulteriore tassello al puzzle “ospedale di Civitavecchia” e si dimostra l’attenzione che la direzione pone sul San Paolo”.

Rimane la volontà di migliorare il nosocomio, come confermato dal direttore amministrativo Francesco Quagliariello e dal direttore sanitario Carmela Matera. “Per quanto riguarda i lavoro nella sala gessi ed il trasferimento dell’Endoscopia – ha spiegato Quagliariello – non parliamo di grandi costi. Per il piano terra contiamo di terminare il tutto entro la fine di settembre”. Matera ha invece sottolineato come l’umanizzazione e l’accoglienza restino una delle priorità perché così facendo “si migliora la vivibilità per gli utenti e per gli operatori, potenziando anche i servizi”.

Dimito: “Ringrazio Quintavalle e la dirigenza per aver creduto nell’endoscopia. Aprendo a Bracciano siamo passati da 32 esami in mese a 248 in due, a Civitavecchia ne facciamo 350. Siamo ad un livello molto alto e tutti gli esami vengono fatti con accessori monouso, sterili e certificati. La mole di lavoro è aumentata perché siamo arrivati a 3100 esami, con 900 screening”.

A concludere è stato Quintavalle. “Cerchiamo – ha detto – di cambiare completamente questo ospedale”. 

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