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Acqua: lunghe file alle fontanelle

Acqua: lunghe file alle fontanelle

Veglia ai rubinetti, igiene personale improvvisata in strada, stoviglie e vestiti lavati sui marciapiedi: è la fotografia attuale. E c’è chi mette a disposizione docce e lavatrici. Acea conferma una riduzione di portata. Il Pincio valuta un’ordinanza ancora più stringente

CIVITAVECCHIA – C’è chi, armato di sapone, si lava i capelli in strada. Chi porta i vestitini della figlia. Chi magliette e pantaloni da lavoro. Altri hanno stoviglie. E poi c’è chi riempie bottiglie e taniche da trasportare magari ad un quarto piano senza ascensore, con l’età che avanza o la stanchezza dovuta ad una lunga giornata di lavoro fuori città. Tutti in fila alle fontanelle in strada, da piazzale Torraca a via Galilei, per cercare quell’acqua che in molti casi manca dalle case da oltre due settimane. Per non parlare poi di chi, durante la notte, invece di dormire e riposare, preferisce vegliare i rubinetti aspettando un filo d’acqua, il minimo per una lavatrice, per una doccia o comunque per avere una scorta utile per il giorno successivo.  E infine c’è chi esce dal supermercato carico di casse d’acqua potabile da utilizzare per cucinare e per l’igiene personale.

Ecco la fotografia della Civitavecchia 2017. Una città che, anche in questi casi, si dimostra solidale. Sui social network c’è chi chiede aiuto per portare a casa bottiglie d’acqua, e chi si offre per mettere a disposizione docce e lavatrici. «In queste condizioni non ci siamo mai stati» hanno tuonato numerosi cittadini, tra la rassegnazione e l’esasperazione. Non hanno bisogno che vengano elencati loro i problemi, perché li conoscono bene. Continuano a chiedere soluzioni. Interventi concreti per cercare di alleviare questa situazione.

Da Acea confermano i disagi e le criticità, ma non parlano di emergenza. Ricordano di aver già comunicato alle amministrazioni comunali interessate di non essere nelle condizioni di poter assecondare eventuali richieste di incremento di fornitura. A Civitavecchia si parla di una riduzione di portata da 190 l/s a 110 l/s, anche se da Acea confermano che il 190 è un valore incrementato in caso di richiesta. «Stiamo cercando di fornire acqua a tutti nei limiti contrattuali – hanno riferito – le criticità ci sono, serve comprensorio e responsabilità da parte di tutti. L’acqua c’è, è ridotta la portata: bisogna lavorare per gestire al meglio la situazione». Ma il problema non è certo soltanto Acea, in città. Lo dimostrano le tante segnalazioni e testimonianze di cittadini.

Il Comune, dopo l’annuncio dell’assessore Ceccarelli di razionare l’acqua, sta valutando altre possibili iniziative da mettere in campo, attraverso un’ordinanza ancora più restrittiva rispetto a quella già emessa dal sindaco qualche giorno fa. Al momento sono due le autobotti in servizio, quella comunale e quella dell’Esercito; anche su questo fronte si stanno cercando ulteriori possibili soluzioni. 

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