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Micchi ed HCS, è una Caporetto a 5 stelle

Micchi ed HCS, è una Caporetto a 5 stelle

I rapporti "malati" tra Micchi e la Giunta al vaglio degli inquirenti. Sindaco ed Assessore avvisati ufficialmente delle irregolarità del Liquidatore a settembre 2016, non sono intervenuti

CIVITAVECCHIA – Si arricchisce di particolari incredibili l’indagine avviata dalla Procura della Repubblica sui distorti legami tra Micchi ed alcuni esponenti della Giunta pentastellata. Sembra che all’esame degli inquirenti siano infatti le segnalazioni sulle “discutibili” condotte del liquidatore Micchi. Pare infatti che di tali comportamenti il dirigente di Hcs (protagonista della richiesta di risarcimento per mobbing, di cui si è parlato nei giorni scorsi, ndr) avesse informato Sindaco ed Assessore competente con una specifica diffida del settembre 2016.

Parallelamente, sulla base degli autonomi controlli di legge, anche il Collegio dei Revisori dei Conti aveva allertato, per gli stessi motivi, Sindaco e Assessore. Entrambe le relazioni ufficiali di Collegio e dirigente (probabilmente all’oscuro l’uno dell’iniziativa dell’altro) illustravano dettagliatamente come le condotte del Micchi stessero determinando le condizioni per esporre la società ad un danno milionario. Certamente quelle decine di pagine non devono essere passate inosservate al Sindaco ed all’Assessore. Ma proprio la loro inerzia (avrebbero avuto l’obbligo di denuncia, quali pubblici ufficiali) è oggetto di verifica. L’indagine, come detto, è ai primi passi e gli inquirenti sono ovviamente riservatissimi. Non è quindi possibile sapere al momento se ci siano già i primi nomi iscritti nel registro degli indagati. 

E non è da escludere che l’indagine possa essere articolata in più filoni. Le probabili irregolarità scoperte dal dirigente, e riscontrate dalla Procura, potrebbero essere oggetto di una indagine con ipotesi di reato nei confronti della pubblica amministrazione. La discriminazione ed il mobbing, condotte penalmente rilevanti, che il dirigente di Hcs ha dovuto subire negli ultimi anni, saranno verosimilmente oggetto di diversa indagine. A questo punto ci saranno poi da appurare anche il ruolo e la posizione di Sindaco e Assessore, per il loro ipotizzato coinvolgimento, essendo stati posti a conoscenza dei fatti e non essendo intervenuti per denunciare o censurare, con gli opportuni strumenti previsti dall’ordinamento, il liquidatore. Se poi dovesse invece emergere che addirittura gli stessi, invece di intervenire nei confronti del Micchi, ne abbiano condiviso e forse favorito la condotta, allora la situazione assumerebbe contorni ancora più gravi, con sviluppi a quel punto imprevedibili. Ma qui siamo nel campo delle ipotesi ancora tutte da verificare. Ciò che in molti si attendono invece al Pincio sono le dimissioni di Micchi che qualora dovesse rimanere al suo posto, con una tale indagine sulla testa, rischierebbe in prima persona e soprattutto trascinerebbe con sé l’intera Giunta. Insomma che il Micchi rappresentasse un enorme problema per i 5 stelle lo si era capito da mesi, visti i risultati assolutamente inconsistenti di tre anni di gestione.

Così come si è capito – anche dalla difesa a spada tratta fatta dal Sindaco e dalla maggioranza di fronte alla mozione del capogruppo della Svolta che chiedeva la revoca del liquidatore di Hcs e di Città Pulita – che sono lo stesso Micchi ed il suo stuolo di consulenti ad avere in mano il pallino, rispetto all’Amministrazione, che finisce per apparire ad essi quasi subalterna. Ma la questione si è ormai trasferita decisamente su un piano diverso. Nella migliore delle ipotesi, sarà accertato l’ennesimo danno milionario di una gestione scellerata; nella peggiore, saranno le cronache giudiziarie dei prossimi anni a doversene occupare.

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