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Acqua ad Acea: il Comune si piega alla sentenza

Acqua ad Acea: il Comune si piega alla sentenza

Cozzolino: "La battaglia è persa ma non la guerra che deve ripartire in ambito regionale e nazionale". I pentastellati accettano la decisione del Consiglio di Stato ma affilano le armi. La parlamentare del M5S Federica Daga: "Faremo rispettare il referendum"

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – “La battaglia è persa ma non la guerra”. Sono le parole del sindaco Antonio Cozzolino nel corso di una conferenza riguardo la sentenza del Consiglio di Stato del 16 maggio che consegna il servizio idrico ad Acea Ato2.

“Questa – ha continuato – è una sentenza definitiva che non ci vede d’accordo ma abbiamo avviato l’interlocuzione con la Regione, ora dobbiamo prendere la questione ai fianchi con la ripubblicizzazione di Acea come spa e sollecitando la Regione per l’applicazione della legge di iniziativa popolare. Il rammarico c’è – ha concluso Cozzolino – ma avvieremo l’esecuzione della sentenza. Ora la guerra deve ripartire in ambito regionale e nazionale”. 

A sostegno dell’amministrazione pentastellata locale c’era la parlamentare di riferimento per l’acqua pubblica del M5S Federica Daga. La grillina ha spiegato che il confronto a vari livelli istituzionali resta importante per il Movimento.

“Negli ultimi anni i Governi hanno portato ad un obbligo di privatizzazione molto spinto – ha detto Daga – ricordiamoci sempre il referendum del 2011 che è stato aggirato con leggi e decreti come lo Sblocca Italia con cui se un gestore ha il 25% fa man bassa del servizio idrico. Noi abbiamo presentato in parlamento una nostra legge di iniziativa popolare in cui la gestione dell’idrico è fatta ripubblicizzando nell’ambito di un bacino idrogeografico che è una gestione naturale. Peccato che sia stata smembrata dal Governo perché la privatizzazione è la cosa a cui si sta pensando da anni, perché sono business assicurati. Vorremmo – ha aggiunto la parlamentare – abrogare lo Sblocca Italia, rivedere il tariffario e portare a termine il nostro compito facendo rispettare il referendum”. Daga ha continuato dicendo che Roma sta lavorando perché la risorsa sia vista “più in maniera pubblicista”.

Devid Porrello, consigliere regionale pentastellato, ha evidenziato una responsabilità della Regione Lazio “un altro grande ente assente in questo discorso. La legge del 2014 poneva il principio di istituire l’ambito del bacino idrogeografico, con cui i comuni ricadenti avrebbero potuto scegliere come gestire l’acqua. Quello che sta accadendo – ha proseguito Porrello – è anche per colpa di una giunta regionale che non ha fatto il proprio dovere”.

Il consigliere comunale Emanuele La Rosa che ha parlato a nome dei colleghi di maggioranza. “La nostra volontà di mantenere l’acqua pubblica – ha detto – è dimostrata dai due ricorsi che abbiamo fatto. Rispettiamo la sentenza ma non siamo d’accordo con il contenuto. Ora si darà seguito a quello che il Consiglio di stato ha ordinato ma continueremo a supportare tutte le politiche volte a ripubblicizzare l’acqua”. 

Il Comune accetta la sentenza ma affila le armi preparandosi per continuare a combattere la battaglia dell’acqua pubblica.

 

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