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Amministrative Tarquinia, Moscherini: ''Ripareremo il danno di Mazzola riporteremo in città il Game Fair''

Amministrative Tarquinia, Moscherini: ''Ripareremo il danno di Mazzola riporteremo in città il Game Fair''

Il candidato sindaco rilancia su uno degli eventi più importanti del settore

TARQUINIA – «Il nostro impegno punta a porre riparo ad un altro imponente danno economico provocato da una politica incapace targata Mazzola: riporteremo il Game Fair a Tarquinia». Con queste parole il candidato sindaco Gianni Moscherini annuncia di voler riportare il più importante evento del settore nella città che più di tutte ha dimostrato di saper dare lustro all’evento che per anni ha costituito una vera boccata d’ossigeno per gli operatori di Tarquinia. «Tutti ricordano il Game Fair nelle meravigliose campagne di Tarquinia. – dice Moscherini – Nel 2015 la società che organizzava l’evento cioè la GFI, nata da Fiera di Vicenza S.p.A. e dal CNCN (Comitato Nazionale Caccia e Natura) fu costretta a fare armi e bagagli e trasferirsi a Grosseto dopo ben otto edizioni che avevano visto un crescendo di visitatori ed espositori. Fu una decisione sofferta ma inevitabile, ci hanno raccontato gli organizzatori. A Grosseto però, la manifestazione, pur mantenendo le caratteristiche ereditate da quelle che ne decretarono il successo a Tarquinia, si è rivelata poco efficace e pian piano l’evento sta perdendo visitatori. Il Game Fair, ovvero il termine anglosassone per definire una festa campestre, è un grande evento interattivo alla portata di tutti, grandi e bambini, dunque un evento ideale anche per un ponte di tre giorni da trascorrere con la famiglia. Si assisteva, tra la polvere di un fieno appena trebbiato, alle numerose evoluzioni di cavalli e carrozze, dei gruppi di butteri, dei cavalli tolfetani, delle corse dei levrieri, spettacoli dei falconieri, gare di tiro al piattello e tanto altro ancora. Il programma in genere era suddiviso su cinque temi principali: cani, cavalli, tiro, caccia, pesca-mare. Grandi tribune, sempre gremite, erano allestite intorno a ring e recinti e avevano una capienza di oltre 500 posti. Tiro a piattello, mostra di fucili da caccia. Archi, lavorazioni di pelle, selle, cosciali, insomma un mix che, inebriato dalla polvere, era riuscito a portare a Tarquinia 45mila visitatori (dati dell’ultima edizione del 2014). Il villaggio espositivo era articolato su un’area di 6 ettari e strutturato, ovviamente, a ferro di cavallo. Ospitava stand che hanno raggiunto fino a 150 espositori con adesioni che sono cresciute costantemente di anno in anno. Non mancava un percorso enogastronomico dove “brillava” per varietà di prodotti il “Villaggio del Gusto”». «Ecco – dice Moscherini – tutto questo deve e può tornare da noi. Noi lo riporteremo. Abbiamo già preso contatti con tutti quelli che hanno deciso di fuggire da Grosseto non tanto perché l’organizzazione non sia all’altezza dell’evento ma perché è il contesto di una natura incontaminata e tipica della Maremma che è svanito e non può essere replicato se non qui a Tarquinia. Asfalto e cemento hanno fatto perdere lo spirito dell’evento». Così, in caso di vittoria Moscherini metterà tra le priorità la «riorganizzare una serie di eventi fondamentali per rilanciare il territorio». Domani il progetto sarà illustrato nei dettagli.

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