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Cozzolino e Cordella “commissariano” il Consiglio Comunale

Cozzolino e Cordella “commissariano” il Consiglio Comunale

Il primo cittadino, con il supporto del Segretario Generale, attiva ormai per tutti gli atti la procedura per convocare l’assise entro 20 giorni. La discussione ed il voto all’aula Pucci trattati come un mero atto dovuto: ora esiste “l’approvazione preventiva” delle delibere consiliari da parte di Sindaco ed uffici del Pincio  

CIVITAVECCHIA – Nuovo capitolo del braccio di ferro tra il Sindaco Antonio Cozzolino, con accanto il segretario generale del Pincio Caterina Cordella, e la presidente del Consiglio comunale Alessandra Riccetti.

Stavolta lo scontro istituzionale coinvolge direttamente le prerogative delle funzioni svolte da Cozzolino e da Riccetti.

Il primo cittadino, infatti, è arrivato a “commissariare” il Consiglio Comunale, utilizzando l’articolo 39 del testo unico degli enti locali, che prevede che “Il presidente del Consiglio Comunale è tenuto a riunire il consiglio, in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri o il sindaco, inserendo all’ordine del giorno le questioni richieste”. Una procedura prevista dalla legge soprattutto a tutela del funzionamento dei consigli comunali, in presenza di presidenti che per vari motivi non convochino le sedute nei tempi dovuti. Addebiti che sicuramente non possono essere fatti a Riccetti o all’ufficio di segreteria della presidenza, che pure sotto organico svolge il suo compito con estrema precisione.

Eppure, già da qualche settimana, Alessandra Riccetti si vede sempre più spesso trasmettere comunicazioni a firma congiunta Cozzolino-Cordella in cui “si comunica per le attività di competenza ai sensi dell’articolo 39 comma 2 del Tuel che si è concluso l’iter di approvazione preventiva delle proposte di deliberazione di competenza del Consiglio comunale” e segue l’elenco delle delibere che la Presidente del Consiglio è “invitata” a mettere all’ordine del giorno convocando l’assise dell’aula Pucci entro 20 giorni.

Che si tratti di un vero e proprio commissariamento appare chiaro quando tra le delibere proposte dal Sindaco sono inseriti non solo atti urgenti, ma addirittura le approvazioni dei verbali delle sedute precedenti, ossia provvedimenti di routine che peraltro di solito il Consiglio approva all’unanimità dando per letti i relativi verbali.

Un altro aspetto destinato a far aumentare ulteriormente la tensione tra la Presidenza del Consiglio (e a questo punto tutti i capigruppo, almeno quelli di opposizione) ed il Sindaco, è che Cozzolino non si limita a trasmettere le proposte di deliberazione da mettere all’ordine del giorno, ma addirittura comunica che “si è concluso l’iter di approvazione preventiva delle proposte di delibera di competenza del Consiglio”, come se che la discussione dei provvedimenti e la loro votazione da parte dei consiglieri comunali sia un mero atto formale e dovuto, quasi alla stregua di una “necessaria perdita di tempo”.

Riccetti non ha perso tempo ed ha “scaricato” la questione e la politicamente bollente patata ai presidenti di Commissione, tutti espressione della maggioranza pentastellata di cui Cozzolino è portavoce, trattati ancora di più che in precedenza come soldatini che devono limitarsi ad alzare la mano quando serve. “Nelle more di quanto richiesto dal Sindaco – scrive Riccetti – si invitano i presidenti a convocare tempestivamente le Commissioni Consiliari per la trattazione e l’espressione del parere di competenza, al fine di poter convocare poi il Consiglio Comunale”. Insomma, la palla è passata ai consiglieri grillini, che in questi 3 anni non hanno brillato, salvo pochissime eccezioni, per assiduità nella convocazione delle commissioni, che si sono riunite lo strettissimo indispensabile, molte volte anche al di fuori degli orari di lavoro degli uffici comunali, per problemi di presenza dei consiglieri. Problemi che finora hanno comportato al capogruppo Emanuele La Rosa continue consultazioni con tutta la maggioranza per trovare date ed orari confacenti alle esigenze dei pentastellati, che ad oggi non possono permettersi neppure un’assenza per non rischiare di andare in minoranza o, più probabilmente, di non avere il numero legale.

E’ evidente che dopo l’ennesimo guanto di sfida lanciato dal Sindaco, sarà difficile immaginare una mediazione, come finora c’è sempre stata, con minoranza e Presidente, per le convocazioni del Consiglio.

Sarà interessante vedere dove porterà l’ulteriore innalzamento del livello di scontro istituzionale voluto da Cozzolino, con il supporto del segretario generale, dopo quanto denunciato al Prefetto nei mesi scorsi sulle presunte violazioni del regolamento da parte della stessa Riccetti.

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