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Tirreno Power diserta il Consiglio

Tirreno Power diserta il Consiglio

Crisi Tvs e rischio licenziamento per i lavoratori: l’azienda sceglie i suoi interlocutori e decide di non prende parte alla seduta aperta. Il sindaco Cozzolino: "Hanno vinto, ormai qui non si decide niente". Opposizione e sindacati insorgono VIDEO

CIVITAVECCHIA – «Nel rispetto degli interlocutori istituzionalmente preposti ai rapporti con l’azienda per queste tematiche, con i quali sono stati assunti impegni e siglati accordi, la società comunica che non parteciperà al consiglio comunale aperto». Firmato Enrico Erulo, direttore delle relazioni esterne di Tirreno Power.  È l’assurda risposta data dalla società al presidente del consiglio comunale Riccetti, a seguito della quale ha evitato di partecipare alla seduta della massima assise cittadina, convocata proprio per fare il punto sulla crisi aziendale e sui rischi che corrono i lavoratori. Morale della favola, i big di Tvs fanno il bello e il cattivo tempo, possono permettere di scegliere l’interlocutore col quale trattare e allo stesso tempo di tenere fuori dalle loro cose la città di Civitavecchia che li ospita. Nulla di nuovo sotto l’albero: negli anni nessuno, parlando di inquinamento, si è mai preoccupato di spostare il mirino sulla centrale di Tvs. Si è giustamente preteso dall’Enel di tutto e di più per i danni prodotti, si è volutamente evitato di obbligare Tirreno Power a sedere intorno a un tavolo e ragionare di riduzione del carico inquinante e di ‘‘risarcimenti ambientali’’ per la città.

Oggi la situazione è precipitata: la società alla quale la politica non ha mai chiesto nulla, non solo non è più in grado  di dare garanzie sotto l’aspetto occupazionale, ma può permettersi di rifiutare un invito a partecipare a un consiglio comunale aperto. E il sindaco Cozzolino, spalleggiato dall’assessore all’Ambiente Manuedda, non sa che pesci pigliare.

Come al solito allarga le braccia: «Hanno vinto – ha dichiarato alla Pucci – qui non si decide più niente. Colpa delle politiche di livello nazionale che hanno  permesso a questa gente di comportarsi così. Sulla vertenza ci siamo – ha aggiunto – porteremo avanti la questione e il Governo ci dovrà ascoltare». Tanti i commenti, da Grasso che ha definito «inaccettabile  l’atteggiamento di Tirreno Power, occorre una lettera di protesta formale dell’intero consiglio nei confronti dell’azienda», a Scilipoti che ha auspicato un «dignitoso mantenimento dei livelli occupazionali». Piendibene ha fatto sapere che sulla questione «i riflettori rimarranno accesi», mentre i sindacati hanno evidenziato che i licenziamenti sono ancora dietro l’angolo (in quindici verso la pensione, in venti/venticinque verso il licenziamento).  Quali saranno ora le prossime mosse? E soprattutto, in che modo l’amministrazione comunale farà valere le proprie ragioni? L’opposizione sarà pronta a giocare il suo ruolo fino in fondo? La maggioranza M5S davvero tutelerà i lavoratori di Tvs, se necessario anche con azioni di forza? Tante domande alle quali il tempo darà le giuste risposte.

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