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Il premio Ischia parte da Fiumicino

Il premio Ischia parte da Fiumicino

L’anteprima in aeroporto

FIUMICINO – L’aeroporto di Fiumicino è stata la vetrina e la cornice dell’anteprima dell’assegnazione del premio Ischia Internazionale di Giornalismo all’inviato del Times, Anthony Loyd, noto per i suoi reportage in Bosnia, Sierra Leone, Afghanistan, Kosovo, Iraq e Siria dove fu rapito e ferito.
Loyd, nella sua nuova sala d’imbarco internazionale E, ha incontrato la stampa e risposto alle domande dei passeggeri, in un incontro moderato da Philip Willan, Presidente della Stampa estera in Italia, da Marteen Van Aalderen, cronista de The Telegraaf, e da Stefano Porro, Direttore delle Relazioni Esterne e Affari Istituzionali di Aeroporti di Roma.
L’inviato inglese «Non ho mai lavorato a Roma, bellissima città, ma la conosco bene grazie a cari amici e colleghi che vengo a trovare» ha giudicato «bella ed inedita l’esperienza odierna di un incontro con i passeggeri di Fiumicino. L’aeroporto per me rappresenta una camera di compressione e decompressione tra un viaggio e l’altro; i miei scali abituali sono Kabul o Baghdad: arrivare e poter interagire in uno scalo bello come Fiumicino ed essere accolti da una statua antica come quella di Afrodite e dalla musica di un pianoforte suonato dai passeggeri è una circostanza gratificante e assolutamente nuova per me». «Sono onorato di poter ricevere un premio così prestigioso da una giuria dei direttori dei maggiori quotidiani italiani – ha detto Loyd – nel lavoro che faccio e che amo, e quindi non è una sofferenza, sono spesso da solo e quindi essere fregiati dal riconoscimento pubblico di colleghi mi genera una grande soddisfazione». Il 51enne corrispondente ha quindi ricordato alcuni momenti più critici della sua carriera «che espone anche a dei rischi di cui bisogna essere consapevoli».

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