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Porto, serve competitività

Porto, serve competitività

Crisi dell’automotive. Grimaldi attende risposte su spazi in grado di accogliere l’incremento di volumi. Sulle scelte del gruppo pesa anche la cancellazione degli sconti per chi porta traffici extra Schengen

CIVITAVECCHIA – Il segnale lanciato da Grimaldi Group, che di fatto ha trasferito il traffico delle auto prodotte a Melfi da Civitavecchia a Gioia Tauro, non lascia indifferenti. Tutt’altro. L’allarme della Cpc e l’appello rivolto ai vertici dell’Authority sono chiari: bisogna correre ai ripari per evitare di perdere terreno e di consentire a Grimaldi, maggiore armatore cliente del porto di Civitavecchia, di guardare altrove. Eppure Grimaldi lo aveva già spiegato qualche mese fa, quando aveva sottolineato che la svolta per il porto sarebbe stata possibile solo se questo sarebbe riuscito a mantenere la competitività. Ma evidentemente i problemi sorti non garantiscono questo aspetto fondamentale. Obiettivo a cui tende però il gruppo Grimaldi, che continua ad avere bisogno di spazi per accogliere l’incremento dei volumi. Il mercato non consente attese troppo lunghe e senza le adeguate risposte, alla luce anche della cancellazione degli sconti per chi porta traffici extra-Schengen – che ha portato gli armatori a votare contro bilancio di previsione dell’Adsp – un armatore come Grimaldi deve necessariamente trovare alternative percorribili. A meno che non vengano trovati quegli accordi che la Compagnia portuale auspica. 

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