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Caso Micchi: Cordella rischia di mettere nei guai Cozzolino

Caso Micchi: Cordella rischia di mettere nei guai Cozzolino

Il Segretario generale a maggio 2016 con una corposa relazione, indicò al Sindaco, con estrema precisione, le norme violate dal liquidatore in tema di compensi ed invitava  il dirigente del controllo analogo Riccardo Rapalli ed il Sindaco ad adottare le iniziative necessarie per il recupero delle somme illegittimamente pretese e percepite dal Micchi. Dopo un anno niente di tutto questo è stato fatto 

CIVITAVECCHIA – A pochi giorni dal finale thrilling di Hcs, torna alla ribalta il caso Micchi.

Come anticipato, infatti, l’indagine sulla sua gestione, partita come filone autonomo della indagine per le vessazioni e discriminazioni nei confronti di un dirigente, sta riservando sorprese di ogni tipo. Sorprese che riguardano sempre più da vicino anche l’amministrazione comunale.

Come si ricorderà, le frizioni con il dirigente, poi sfociate in una vera e propria ipotesi di mobbing, ebbero inizio quando il dirigente pretese il rispetto della Legge e si rifiutò di pagare a Micchi i soldi in più per non meglio precisati rimborsi che la Assemblea dei soci in effetti non gli aveva mai riconosciuto. Come si ricorderà, il Collegio dei Revisori era dello stesso parere del Dirigente, tanto che informò il Sindaco ed il Comune della presunta irregolarità di Micchi.

L’immobilismo di Cozzolino dinnanzi alle segnalazioni e “denunce” del Dirigente e del Collegio dei revisori, destò non poche polemiche e spinse gli inquirenti ad un approfondimento.Così la documentazione che sta venendo fuori, non finisce di sorprendere. Negli ultimi giorni, infatti, i Carabinieri, che operano su delega della Procura della Repubblica, hanno acquisito documenti sulla base dei quali anche la posizione del Sindaco si fa sempre più delicata.

In Consiglio Comunale, infatti, il mese scorso è stata data lettura di un provvedimento del Segretario Generale che rischia di mettere seriamente nei guai anche Cozzolino. La dottoressa Cordella, infatti – verosimilmente allertata dalle relazioni del Collegio dei revisori sulle irregolari pretese di Micchi – assunse una posizione ben precisa già nel maggio 2016. Il Segretario Generale, che – è bene ricordarlo – è il garante del rispetto della Legge da parte della Amministrazione Pubblica – con una corposa relazione, indicò al Sindaco, con estrema precisione, le norme violate dal Micchi in tema di compensi. Il Segretario Generale non si limitava a segnalare la irregolarità. Invitava – il documento è protocollato – il dirigente del controllo analogo Riccardo Rapalli ed il Sindaco, destinatario per opportuna conoscenza della stessa missiva, in qualità di rappresentante del socio unico di Hcs, ad adottare le iniziative necessarie, quale membro della Assemblea dei soci, per il recupero delle somme illegittimamente pretese e percepite dal Micchi. Si tratta di alcune decine di migliaia di euro. Poco meno di duecentomila, dicono i soliti bene informati.

Da quanto verificato, però, e come emerso anche in Consiglio, sembrerebbe che il dirigente Rapalli non abbia assunto affatto queste “necessarie iniziative”, indicategli dal Segretario (ossia la azione di responsabilità nei confronti di Micchi per recuperare le somme illegittimamente riscosse). E il Sindaco, informato, non abbia controllato che le somme venissero effettivamente recuperate, nell’arco di oltre un anno (l’atto del Segretario Generale è del mese di maggio del 2016 e a tutt’oggi non si è provveduto a recuperare nemmeno un centesimo delle cifre che, anzi, Micchi ha continuato a percepire come liquidatore). 

E qui la vicenda si complica. 

Dopo un anno, infatti, dirigente e Sindaco hanno “fatto finta di nulla” ignorando l’invito del segretario generale e gli stessi rilievi dei revisori dei conti del Comune che nei pareri allegato al bilancio non hanno mancato di evidenziare come la questione dei compensi ai liquidatori delle municipalizzate meritasse una particolare attenzione per verificare il rispetto della legge che fissa come tetto massimo l’ammontare degli emolumenti del Sindaco, che nel caso di Micchi fin dall’inizio pareva fosse stato ampiamente superato.

Stupisce rilevare come in molte altre circostanze Cozzolino abbia seguito alla lettera è in tempo reale le indicazioni della dottoressa Cordella, mentre in questo caso abbia lasciato trascorrere un anno senza muovere un dito.

L’indagine va avanti, con i suoi tempi. Sta di fatto che con i circa 40 milioni di debiti accumulati in questi tre anni; con le “bravate” di Micchi; con il fallimento alle porte; il disastro politico dei 5 stelle rischia di essere, nei prossimi anni, l’ultimo dei problemi di Cozzolino e di Micchi.

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