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Migranti: si riaccendono i riflettori sulla De Carolis

Migranti: si riaccendono i riflettori sulla De Carolis

Da gennaio al 21 giugno sono entrati in Europa 85.105 immigrati di cui il 90% è giunto nel continente attraverso la frontiera italiana. Il Viminale non esclude il ricorso anche alla ex caserma in caso di emergenza. La struttura di via Braccianese Claudia tra le possibili soluzioni individuate dal Governo per fronteggiare casi di necessità

CIVITAVECCHIA – Tornano ad accendersi i riflettori sulla vicenda migranti. 
I numeri che si sono registrati dall’inizio dell’anno ad oggi preoccupano e la situazione rischia di esplodere nei prossimi mesi se il trend continua ad essere questo. Quotidiani e telegiornali nazionali affrontano il tema, con il Governo che chiama in causa l’Europa invitando ognuno a fare la propria parte. 
E, ancora una volta, Civitavecchia torna ad essere una della possibili soluzioni indicate per affrontare l’emergenza. 
«Il Viminale – si legge in un articolo della Stampa di mercoledì scorso – è comunque pronto anche a un piano straordinario che prevede il ricorso a mini-tendopoli, caserme, scuole, fabbricati pubblici in disuso. Le strutture sono già state individuate, a partire dal polo militare di oltre 40 ettari a Civitavecchia, fino ad alcune caserme nel Nord-Est, Piemonte e Lombardia. Ma si tratta solo di una strategia operativa d’urgenza che per il momento resta sulla carta. E non solo perché siamo ancora al di sotto dei 200 mila migranti, ma soprattutto perché si vogliono evitare conflitti inter istituzionali, tra Comuni, Regioni e Prefetture, e si vuole evitare di incendiare un’atmosfera già calda. La soluzione deve arrivare dall’Europa».
Si torna quindi a parlare dell’ex caserma De Carolis. 
La struttura di via Braccianese Claudia – indicata lo scorso anno per diventare il centro regionale per i richiedenti asilo in transito nel Lazio, un Cara da 298 posti, ipotesi poi bocciata dall’amministrazione comunale nel consiglio di maggio quando si è deciso di abbracciare invece l’idea dell’accoglienza diffusa tramite l’adesione al progetto Sprar – continua a rimanere nelle disponibilità del Governo, che potrebbe in qualsiasi momento, in situazioni di emergenza, utilizzarla. Ed i numeri di oggi non rassicurano.  
Oim, Unhcr e diverse autorità locali hanno reso noto il numero dei migranti entrati in Europa dall’inizio del 2017 fino allo scorso 21 giugno. Sono 85.105, dei quali quasi il 90% è giunto nel continente attraverso la frontiera italiana. Dal 1° gennaio fino a mercoledì 28 giugno, infatti sono sbarcati sulle coste italiane 76.873 persone. Ma il numero negli ultimi giorni sta crescendo: nella settimana tra l’8 e il 14 giugno, ci sono stati 4.216 sbarchi, 6.528 tra il 15 e il 21 giugno. 12mila, invece, gli arrivi nei primi due giorni della settimana. 
Sprar o meno, quindi, la conferma è che l’idea di utilizzare la ex caserma De Carolis per accogliere gli immigrati è tutt’altro che tramontata. 
Nessuna garanzia che abbracciando un progetto venga escluso l’altro. 
Il rischio è sempre dietro l’angolo, con l’allestimento di una tendopoli o comunque di una soluzione emergenziale che non è certo l’esempio migliore di accoglienza.

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