Pubblicato il

Ranucci: ''Assurdo, Bacciardi ha ancora il coraggio di parlare''

Tarquinia. L’ex candidato sindaco del Pd boccia il ‘’Moro’’ su tutta la linea. «Dopo la bandana a braccetto con Moscherini e dopo aver detto ‘mai accordi con nessuno’ si permette di dare giudizi?»

Tarquinia. L’ex candidato sindaco del Pd boccia il ‘’Moro’’ su tutta la linea. «Dopo la bandana a braccetto con Moscherini e dopo aver detto ‘mai accordi con nessuno’ si permette di dare giudizi?»

TARQUINIA -Scontro Pd – Mori: Anselmo Ranucci tira le orecchie a Renato Bacciardi, con una bocciatura senza appello. Continuano a susseguirsi senza esclusione di colpi, i commenti dopo la sconfitta elettorale che ha visto perdenti entrambe le due forze politiche, una volta alleate e ormai allo scontro frontale. A Bacciardi non è andato giù il comunicato di fuoco dei due segretari del Partito democratico Andrea Egidi e Maria Laura Santi.

Il MoRo si lancia in battute: «Il Pd non sa più a chi Santi rivolgersi. Dopo essere caduto nel baratro politico ancora cerca all’esterno il nocchiero che gli ha fatto attraversare l’Acheronte». «Qualsiasi altro segretario – cerca poi di impartire lezioni Bacciardi – avrebbe fatto la cosa più semplice del mondo ovvero assumersi la responsabilità della sconfitta e dimettersi. I nostri due Don Chiscotte invece ancora cercano i mulini a vento con la differenza che non siamo nel mondo delle favole ed il segretario provinciale Andrea Egidi è riuscito nella difficile impresa di perdere ovunque». Bacciardi si fa forte delle sue ragioni stuzzicando Ranucci e parlando di «franchi tiratori» all’interno del Pd: «Capisco la difficoltà e l’imbarazzo per il risultato elettorale – dice Bacciardi – ma per aiutarli a capire il risultato elettorale mi sento in dovere di porgere alcuni interrogativi. Quale è stato il valore aggiunto del candidato sindaco rispetto alle preferenze portate dai singoli candidati? – infierisce Bacciardi – Su 1.631 quanti sono stati i voti disgiunti ed soprattutto in favore di quale altro candidato sindaco? Chi è il candidato con più disgiunti? Ed ancora dove sono finite le preferenze del candidato sindaco visto che la lista a lui collegata ha preso 345 preferenze? Se sarete in grado di rispondere a questi semplici quesiti saprete trovare alcuni franchi tiratori al vostro interno altrimenti sono sempre disponibile a darvi una mano per poter fare un’analisi politica chiara e lineare». Inevitabile la presa di posizione di Anselmo Ranucci (Pd) che non si lascia intimorire: «Vedo che qualcuno ha ancora voglia di tirarmi per la giacca – scrive l’ex candidato sindaco su Facebook – Sono una persona tranquilla e non ho nessuna voglia di arrabbiarmi, ma per favore abbiate l’accortezza di chiudere la bocca se non per decenza (quella ormai l’avete persa del tutto) almeno per non scatenare contro tutte le ilarità del caso. Bacciardi si permette di dare giudizi e aggettivi? Ma stiamo scherzando? Dopo le foto con la bandana a braccetto di Moscherini ha il coraggio ancora di parlare? Dopo le sue dichiarazioni ‘’mai accordi con nessuno’’, sentite e risentite mille volte da tutta Tarquinia, parla di morti, cadaveri politici, falliti e perdenti? Per la sue manie di protagonismo sono caduti due enti, non per arroganza del Pd. Avevano più poltrone che sederi da metterci sopra, quello che diceva la mattina non era più valido alla sera, ‘’inciuciava’’ con mezzo mondo politico, prometteva presidenze e assessorati a destra e manca e ora, a disfatta compiuta, viene a prendermi di petto, proprio a me, che in ogni competizione elettorale l’ho sempre doppiato. Roba da psichiatra o da medico molto bravo, anzi luminare. Non ha voluto fare le primarie di coalizione perché, per quale motivo? Perché sapeva di perdere e ha preferito fuggire a gambe elevate, facendosi candidare dai Mori, cioè da quello stesso Pd che tanto avversava. Meglio tacere che parlare e far capire agli altri quanto valgo e chi sono. Ecco, Bacciardi avrebbe fatto meglio a tacere, lasciare perdere il Pd, la Santi, Egidi, ma soprattutto il sottoscritto, che ha sempre tenuto un comportamento corretto e rispettoso. Gli stracci servono per pulire le ferite, non per spazzolare la propria coscienza, se solo ce ne fosse una. Il suo tentativo di farsi regalare uno strapuntino all’ultimo minuto, sta a dimostrare la pochezza di un progetto, andato poi in frantumi, con i Mori e molti suoi esponenti che si sono dissociati, lasciando il tulipano nero solo e con la sua bandana in testa». «Sui Mori – aggiunge Ranucci – non dico nulla. Le dichiarazioni fatte dimostrano che gli errori ci sono stati e riconosciuti. Ora è il momento di tacere, riconoscere serenamente la sconfitta, accettare il verdetto della democrazia. Se sbagli un rigore non puoi dire mi hanno spostato la porta. Ammettere gli sbagli fa crescere e impedisce di farne ancora. Cercare di dare le proprie colpe, attribuire i propri errori sempre a chi ti sta vicino, non ti fa recuperare credibilità, né tanto meno ti toglierà quella bandana dalla testa. Ave, Renato, MORIturi te salutant».

ULTIME NEWS