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Ladispoli, sta per tornare il cinema all'aperto

LADISPOLI – Cartellone estivo già ben definito ma c’è ancora un po’ di spazio per poter aggiungere qualche altro ingrediente. 
E così è pronto a tornare a Ladispoli, dopo anni di assenza il cinema all’aperto. L’assessore alla Cultura Marco Milani è già a lavoro per andare a riempire quei ‘vuoti’ lasciati dalla precedente amministrazione nel cartellone estivo 2017. E allora perché non far tornare il grande schermo sotto a un ‘tetto di stelle’ come lo ricordano i più nostalgici (per il cinema al Massimo Freccia il sindaco Grando ha invece sottolineato che si è già a lavoro per la realizzazione di un palinsesto settimanale che preveda sia cinema che teatro). Presente ancora una volta, come vuole la tradizione, il ‘Vivi Ladispoli’ con la pedonalizzazione del viale durante il fine settimana e già da questa settimana «inizieremo a incontrare i commercianti – ha spiegato il sindaco Alessandro Grando – per mettere a punto gli ultimi dettagli». 
Incontro ‘dovuto’ anche gli uomini della Polizia locale, perché, dopo gli attentati che purtroppo hanno caratterizzato questo 2017, la sicurezza, quando si parla di eventi pubblici, è diventata molto più stringente. 
Ma l’assessore alla Cultura, al Turismo e allo Sport punta in alto: Ladispoli deve diventare una città dal ‘turismo culturale’ grazie ai suoi siti archeologici che l’amministrazione intende rispolverare e mettere in vetrina. Un’opportunità di crescita per la città balneare non solo sotto il profilo turistico ma anche occupazionale. «Cercheremo di recuperare tutti i siti archeologici e restaurarli – ha detto Milani – per sfatare quanto asserito anni fa: che con la cultura non si mangia». Ci sarà tanto da lavorare prima che questo “sogno’ come lo ha definito lo stesso Milani, possa diventare realtà ma già da questa settimana saranno chiamate a raccolta tutte le varie associazioni culturali che insistono sul territorio per “iniziare a lavorare a questa follia”. 
Tempo stimato: massimo un mandato. Per allora, massimo cinque anni dunque, “vorrei che i ragazzi (e non solo loro) che decideranno di venire a Ladispoli, potessero trovare un’aria più impegnativa, intrisa di cultura, di arte, di passione”.

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