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Uccide a bastonate un connazionale: arrestato

Uccide a bastonate un connazionale: arrestato

CRONACA. Delitto consumatosi all’interno di un capanno in un’azienda zootecnica di Borgo San Martino dove i due romeni lavoravano e condividevano l’alloggio. I Carabinieri, coordinati dal capitano Piero Orlando della Compagnia di Civitavecchia, hanno risolto il caso in meno di 24 ore rintracciando e arrestando l’indiziato che ha poi confessato l’efferato delitto

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Risolto nell’arco delle 24 ore il giallo attorno all’omicidio di un trentenne di nazionalità rumena ucciso a bastonate all’interno di un capanno in muratura e rinvenuto domenica mattina, in un’azienda zootecnica di Borgo San Martino, sita all’angolo tra via del Cecio e via dei Casaletti.  
I Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia, al comando del capitano Piero Orlando, hanno arrestato ieri notte, un 20enne, anch’egli romeno, fortemente indiziato per il delitto del connazionale e collega di lavoro con cui condivideva il capanno.

L’uomo dopo il fermo, era stato condotto presso la Procura della Repubblica di Civitavecchia e sottoposto ad interrogatorio fino a notte fonda dal magistrato e dai carabinieri, ha confessato il delitto avvenuto al culmine di una lite per futili motivi legati alla difficile convivenza all’interno dello stesso ambiente. Ora si trova in arresto nel carcere di Civitavecchia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il provvedimento è scaturito a seguito della serrata, laboriosa e incessante attività investigativa condotta dalle Stazioni dei Carabinieri di Cerveteri e Civitavecchia Principale e dal NOR della Compagnia di Civitavecchia, coadiuvati da militari del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Ostia che, con la Squadra Rilievi, hanno eseguito una minuziosa attività di sopralluogo e repertamento, nell’area dove è stato trovato l’uomo. 
L’allarme è stato lanciato domenica mattina intorno alle ore 9 da una donna A. E., proprietaria del podere. La donna non avendo visto che i suoi dipendenti avessero dato inizio all’attività lavorativa si è recata verso il capanno, dove c’era la porta aperta, ed entrata si trova di fronte ad una scena a dir poco raccapricciante avendo rinvenuto l’uomo privo di vita in un lago di sangue. 
Dà immediatamente l’allarme e scatta l’operazione coordinata con successo dal capitano Piero Orlando. Le ferite rinvenute sul corpo della vittima sarebbero molteplici e si concentrerebbero in particolare sul volto e sul torace. 
Il giovane, secondo quanto riferito dai Carabinieri è stato brutalmente aggredito e ucciso a colpi di bastone mentre si trovava nel proprio letto. L’arma del delitto, un bastone in legno di circa 140 cm, è stata ritrovata, intrisa di sangue, a poca distanza dal luogo e sequestrata. Sarà comunque l’autopsia a fornire ulteriori dettagli. La salma è stata trasferita al Verano a Roma.
Le indagini immediatamente avviate dai militari, sotto la costante guida del sostituto procuratore della Procura di Civitavecchia, Delio Spagnolo, hanno consentito, in breve tempo, di puntare i sospetti sul presunto omicida con cui, già in passato, la vittima aveva avuto vari dissidi. Ad insospettire ancor più i Carabinieri il fatto che il giovane fosse misteriosamente scomparso dall’azienda, facendo perdere le sue tracce sin dalle prime ore del mattino.
Inizia così la serrata caccia all’uomo, anche con l’ausilio di strumentazioni e attività tecniche. Per il ritrovamento del giovane sono stati impiegati oltre 100 uomini dell’arma, che hanno avviato una scrupolosa e intensa attività informativa e di osservazione sull’intera provincia di Roma, riuscendo a localizzarlo prima su un treno partito dalla stazione di Roma San Pietro e diretto a Bracciano e, successivamente, su un autobus che da Cesano lo avrebbe portato alla stazione di Viterbo, dalla quale, probabilmente, il fuggitivo avrebbe proseguito il suo viaggio verso il nord Italia per lasciare il territorio nazionale.
Verso le ore 20, i Carabinieri hanno fermato l’autobus su cui viaggiava il giovane e lo hanno perquisito, rinvenendo in suo possesso alcuni monili in oro, di proprietà della vittima, a cui li aveva rubati dopo averlo brutalmente assassinato. A quanto pare il giovane era stato assunto da una quindicina di giorni, mentre la vittima lavorava in quell’azienda già da alcuni  anni. 
Il capitano Piero Orlando: «La ricerca dell’indiziato è stata molto faticosa perchè si aveva a disposizione solo il nome e non avendo lo stesso precedenti penali non si aveva neanche una foto. E’ stato, grazie all’utilizzo di tecnologie di nuova generazione affiancate ai metodi di indagini tradizionali che hanno consentito la mobilitazione dei centri di aggregazione degli stranieri e le normali informazioni raccolte dai militari mobilitati su tutto il territorio provinciale a far sì che fosse rintracciato dai militari di Bracciano che lo hanno fermato».  Circa il movente spiega il capitano Orlando che: «E’ stato un litigio, l’ennesimo visto che la convivenza tra i due è risultata da subito problematica. Non risulta sì conoscessero da prima dell’assunzione, visto che il reo confesso non lo ha detto e la vittima purtroppo non è in grado di dirlo».
Quindici giorni, quindi sono bastati per far maturare una tragedia che è sfociata in un efferato omicidio.
Il delitto ha scosso gli abitanti del Borgo, dove domenica si festeggiava la giornata conclusiva della tradizione Festa della Maremma.

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