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"Forse avrò la speranza di sapere qualcosa in più"

"Forse avrò la speranza di sapere qualcosa in più"

CRONACA. Queste le parole di Marina Conte, mamma di Marco Vannini, alla notizia che gli imputati si sono dichiarati disponibili ad essere esaminati. Marina: «Forse alla prossima udienza saremo espulsi tutti. Parlando i Ciontoli la tensione sarà alta». L’avvocato Celestino Gnazi: «Non è stata un’udienza di eccezionale importanza ma si prosegue sullo stesso binario, nel senso che si confermano sempre più gli accertamenti fatti»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI –  «Un udienza molto tranquilla, niente di particolare. L’unica cosa positiva è che finalmente sappiamo che nelle prossime udienze, il 23 e il 26 ottobre, quattro degli imputati è sicuro che parleranno, ma non si sa ancora chi. Una notizia importante che è emersa oggi in udienza è stata la deposizione di Manlio Amadori (carabiniere della Stazione di Ladispoli),  dove praticamente dice che parlando con il Ciontoli, questi gli riferisce di non poter dire cosa è successo perché altrimenti avrebbe inguaiato anche il figlio (Federico). Non so a cosa si riferisca. Comunque questa dichiarazione non stava agli atti ed è emersa stamattina». A parlare Marina Conte, mamma di Marco Vannini, il 20enne di Cerveteri ucciso a Ladispoli da un  colpo di pistola sparato dall’arma del padre della sua ex fidanzata Antonio Ciontoli, sentita subito dopo l’udienza di ieri mattina in Corte d’Assise a Roma, mentre sta rientrando a casa. «Fa un caldo tremendo – dice Marina – e sono  un po’ stravolta perché ogni volta che c’è l’udienza la notte dormo poco e quindi sono ancora un po’ tesa e mi devo riprendere». Alla domanda sulle sensazioni provocate dalle parole del brigadiere Manlio Amadori, presente quella tragica notte, mamma Marina risponde: «Una notizia del genere potrebbe stravolgere tutta la situazione, nel senso che magari non è stato Ciontoli a sparare. Non lo so. Questa cosa però ha lasciato un pò sconvolti tutti. Io, però come ho sempre detto, sono convinta che quello che finora i Ciontoli hanno detto non è la vera verità. Saranno i giudici a decidere e valutare». Mamma Marina non si sbilancia, ma certamente quella frase è abbastanza enigmatica e anche se può non avere valenza da un punto di vista strettamente processuale apre dubbi e scenari diversi e sconosciuti. «Noi – continua mamma Marina – tutte le sere da mesi e mesi ragioniamo sull’accaduto e facciamo supposizioni che poi alla fine non portano da nessuna parte. Lo sanno solo loro quello che è successo. Sono contenta perché finalmente parleranno e può darsi che magari parlando possano cadere in qualche contraddizione. Forse avrò la speranza di sapere qualcosa in più, forse».
Chiediamo a mamma Marina come ha vissuto il fatto che Roberto Carlini, lo zio di Marco, sia stato espulso dall’aula: «Mio cognato, purtroppo è un po’ impulsivo, quindi era prevedibile una cosa del genere. Forse alla prossima udienza può darsi che saremo espulsi tutti. Parlando i Ciontoli la tensione salirà tanto».
L’avvocato Celestino Gnazi, legale di mamma Marina: «Non è stata un’udienza di eccezionale importanza però per quello che si è fatto mi pare che stiamo sempre sullo stesso binario, nel senso che si confermano sempre più gli accertamenti che sono stati fatti. Mi pare un discorso univoco. Il brigadiere Amadori ha confermato le dinamiche già riferite dal comandante Izzo e da un altro operante. Sono stati sentiti il perito fonico del Tribunale e il consulente di parte della difesa che ha proposto alcune variazioni sulle parole delle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche che però, da quello che ho visto, non ci sono novità rilevanti. Sostanzialmente si è confermata la perizia depositata. La novità vera è che è stata fissata l’udienza per l’esame degli imputati. Sembra che tutti, con un punto interrogativo su uno dei cinque, vogliano sottoporsi all’esame». La difesa ha poi voluto sentire un estratto di quell’audio delle intercettazioni ambientali, in particolare un estratto si riferiva a quando Ciontoli piangeva e l’avvocato Gnazi si è formalmente opposto dicendo: «Se dobbiamo sapere se Ciontoli piangeva non mi sembra rilevante perché non sappiamo se piangeva perché aveva perduto Marco oppure per la perdita della casa». L’incertezza non era sul fatto perché piangeva ma per cosa piangeva.

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