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Barriere architettoniche: stazione ferroviaria inaccessibile

Barriere architettoniche: stazione ferroviaria inaccessibile

Il gruppo politico ‘‘Il paese che vorrei’’ ha incontrato i pendolari per rimarcare le criticità

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Continua la battaglia del gruppo politico ‘‘Il Paese che Vorrei’’, contro le istituzioni, che ancora non hanno avviato un programma esecutivo sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Nei giorni scorsi, gli attivisti della formazione politica locale, hanno incontrato i vertici del Comitato dei Pendolari di Civitavecchia, per rendere note le criticità relative al trasporto ferroviario rilevate nel territorio. «Nell’ambito della campagna per l’abbattimento delle barriere architettoniche nel nostro Comune – fanno sapere dal Paese che Vorrei – abbiamo segnalato l’inaccessibilità della stazione ferroviaria di Santa Marinella ed invitiamo chi ha delle segnalazioni da fare, a mettersi in contatto con il Comitato». Sul fronte opposto, il comitato pendolari di Civitavecchia e Santa Marinella, accoglie l’invito. «Considerato che la stazione di Santa Marinella è uno spazio a utilizzo pubblico – spiegano i responsabili del comitato – anche in quel sito dovrebbero essere rispettate le normative relative ai Peba, ai Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche e al Piano Integrato Spazi Urbani in base alla legge 41/86 alla legge quadro 104/92 e al DPR 503/96, oltre che alla legge regionale 74/89. In più, per quanto riguarda le stazioni dell’unione europea, dovrebbero essere rispettati anche il regolamento 1299 del 2014 e le specifiche tecniche per l’intermobilità del sistema ferroviario 1300 del 2014. La situazione della stazione cittadina, sicuramente non è drammatica, alcuni lavori sono stati realizzati, come l’innalzamento dei marciapiedi per consentire un accesso più agevole alle carrozze, qualche scivolo e segnali tattili. Certamente, però, la condizione di accessibilità, sia per disabili motori, sia per disabili sensoriali, oltre che per le persone con ridotta mobilità, anche temporanea, le norme in materia si preoccupano anche di facilitare la mobilità per mamme con carrozzine, per le persone anziane e per persone momentaneamente infortunate, potrebbe essere migliorata». «A partire dall’accesso del sottopasso – conclude la nota – fino a considerare l’ipotesi di attivare il servizio della “Sala Blu”, servizio che si occupa dell’assistenza ai viaggiatori disabili in tutte le sue sfaccettature, dall’acquisto dei ticket di viaggio, alla mobilità e all’ingresso sui treni stessi. In alcune realtà, il servizio viene svolto dai ragazzi inseriti nel progetto Sprar, fornendo un esempio di integrazione totale. Sognando, si potrebbe ipotizzare una convenzione tra Trenitalia e il progetto stesso».

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