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"Il conducente della Mercedes aveva una buona visuale e il tempo di percepire la presenza dell'altra auto"

"Il conducente della Mercedes aveva una buona visuale e il tempo di percepire la presenza dell'altra auto"

È quanto afferma nella sua relazione il consulente tecnico del Pm Spagnolo, il quale ha fatto richiesta di rinvio a giudizio per il 31enne di Cerveteri. Un anno fa il giovane  aveva travolto sulla Statale Aurelia, all’altezza del Pinar, il 16enne di Ladispoli Daniele Nica, deceduto subito dopo l’impatto. Si attende ora che venga fissata l’udienza preliminare

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Richiesta di rinvio a giudizio per omicidio stradale per il 31enne di Cerveteri, S. R. le sue iniziali, che il 9 luglio di anno fa, sulla statale Aurelia nei pressi del noto locale Pinar, ha falciato con la sua automobile il 16enne ladispolano Daniele Nica. Questa la conclusione del sostituto procuratore della Procura di Civitavecchia alla chiusura delle indagini preliminari, che ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio stradale anche per il giovane che guidava l’auto lasciata in sosta sull’Aurelia da cui era sceso Daniele. Si attende ora che venga fissata l’udienza preliminare. Il cerveterano quella notte, alla guida di una Mercedes classe B di colore nero, procedeva lungo la Statale Aurelia in direzione di marcia Civitavecchia – Roma,  ad una velocità molto elevata al momento dell’urto, stimata dal CT del Pm in 110 km/orari, superando abbondantemente il limite di velocità imposto in quel tratto di strada, 70 km/orari. Per il giovanissimo Daniele preso in pieno dalla Mercedes non ci fù scampo. Morì poco dopo durante il tragitto verso l’Aurelia Hospital.  Il minorenne era stato accompagnato nei pressi del Pinar da due amici con una Fiat Panda rossa, uno dei quali alla guida, come detto con richiesta di rinvio a giudizio per omicidio stradale. L’auto è stata parcheggiata sulla banchina in prossimità della striscia continua che delimita la carreggiata e Daniele, come testimoniato dai presenti,  era posizionato in piedi  di fronte allo sportello posteriore sinistro aperto, chinato all’interno dell’abitacolo intento a cercare il cellulare nella borsa posta sul sedile posteriore. La Mercedes piomba come un bolide sulla Panda impattando contro lo sportello sinistro travolgendo e trascinandosi in un attimo il corpo della vittima, che veniva ritrovato ad una distanza di ventitré metri dal punto d’impatto. La Mercedes ha percorso circa 110 metri prima di fermarsi senza lasciare tracce di frenata al suolo. Il giovane cerveterano si è subito fermato per prestare soccorso, e sottoposto ai controlli sullo stato psicofisico, questi hanno dato esito negativo. Nel corso di spontanee dichiarazioni ha detto: «Mentre percorrevo l’Aurelia a bordo della mia autovettura notavo una Panda di colore rosso ferma a bordo strada sulla mia stessa corsia di marcia. Nel mentre gli transitavo affianco, ho udito un colpo proveniente dallo specchietto retrovisore destro della mia autovettura. Infatti, guardando lo stesso specchietto, mi accorgevo di aver urtato qualcosa, pertanto mi fermavo sul ciglio della strada per verificare cosa fosse successo ed in quel frangente mi sono reso conto che per terra, poco più avanti vi era un ragazzo a terra che sanguinava. Non ho notato nessuno che stesse in piedi fuori dalla Panda». L’altro giovane testimone, amico di Daniele, ha dichiarato che: «L’autista dava come giustificazione della propria condotta, il fatto di aver avuto un improvviso colpo di sonno». Ma questa versione è smentita da altre risultanze. Infatti, come già riportato su queste colonne,  alcuni testimoni, presenti sul posto appena successo l’incidente, avrebbero riferito ai genitori della vittima, Marco e Katia che ce lo hanno riportato: «Hanno visto l’investitore inginocchiato a terra che stava male, piangeva disperatamente e diceva che mentre guidava, gli era cascato il telefonino e che nel tentativo di recuperarlo, non ha visto la macchina parcheggiata dov’era Daniele, e gli è andato addosso».  C’è da chiedersi se si è proceduto all’acquisizione di tabulati telefonici e traffico dati per verificare se l’indagato, nel momento dell’investimento, si trovasse al telefono o stesse comunicando tramite applicazioni.  
Il consulente tecnico del Pm Spagnolo scrive nella sua relazione che: «Il conducente della Mercedes si sia reso conto della situazione di pericolo solo dopo aver udito l’impatto con la Panda. Tale constatazione è avvalorata dal fatto che la Panda era ferma a lato della strada, in un tratto rettilineo con buona visuale, di conseguenza il conducente della Mercedes avrebbe avuto il tempo di percepire la presenza dell’altra autovettura evitando l’impatto. Dato che così non è stato, si conclude che il conducente non si è reso conto del pericolo se non quando era già avvenuto». 
Secondo poi il CT «i recenti fari abbaglianti, come quelli presenti sulla Mercedes, consentono di avere un’ampia profondità di visuale, che avrebbe dovuto essere più che sufficiente al conducente per rendersi conto della situazione di pericolo imminente e per correggere la sua traiettoria al fine di evitarla».
I legali dell’investitore hanno chiesto al Pm l’archiviazione del procedimento con la formula più ampia perché – scrivono – «non è emerso un solo elemento dal quale risultasse un profilo di colpa specifica o generica dell’indagato. Pertanto, deve correttamente ritenersi che presentandosi la condotta del R. come semplice occasione dell’evento, nessuna censura penale possa muoversi nei suoi confronti». Al contrario – sempre secondo i legali dell’investitore – «L’unica risultanza emersa è che la Panda sostava in violazione delle norme del codice della strada, sulla banchina laterale. Emerge altresì che, sempre in violazione del codice della strada, la persona offesa apriva la portiera dell’autovettura lasciando che debordasse sulla corsia e che, ancora sempre in violazione del codice della strada, la stessa persona offesa valicava con il proprio corpo la linea a margine della carreggiata, occupando la corsia, in orario notturno e in zona non abitata senza indossare il giubbino segnaletico».

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