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Hcs, le "conciliazioni" finiscono in Procura

Hcs, le "conciliazioni" finiscono in Procura

Venerdì scorso alcuni dipendenti di fronte all'aut aut "O firmi o sei fuori" hanno deciso di presentare esposti sull'accaduto, ipotizzando addirittura un tentativo di estorsione nei loro confronti. La Csp nasce con i peggiori auspici: ricorsi e cause di lavoro prima ancora di cominciare ad operare. CRITICO FABIO ANGELONI

CIVITAVECCHIA – La vicenda HCS non finisce di sorprendere. Il cervellotico trasferimento del personale, in particolare, si sta chiudendo infatti con veri e propri fuochi artificiali.

Come si ricorderà, l’amministrazione ha preteso una conciliazione individuale prima di definire il passaggio dei dipendenti.  Sarebbe già una irregolarità … ma ormai. Sulle prime conciliazioni “volontarie”, nessun problema. Più di trecento dipendenti, infatti, hanno avuto confermato inquadramento contrattuale e mansioni che avevano. Non si capisce quindi che razza di transazione sia … una in cui le parti rimangono nelle posizioni preesistenti.  Comunque … nessun problema. Anzi ad alcuni “fortunati” l’amministrazione (ormai “padrona” delle trattative, esautorando il vero datore di lavoro: CSP) sembra aver addirittura dispensato promozioni in virtù di non meglio precisati criteri.

Poi però si è arrivati ad un gruppo di dipendenti,  i famosi “amministrativi”, da anni nel mirino di 5 stelle e Cgil ed Usb in particolare. E qui il nuovo asse politico-sindacale sembra si sia superato. Infatti, nel 2010/2011 la Cgil fu in prima linea per assumere decine di persone che poi determinarono gli attuali esuberi (54 dichiarati dalla stessa HCS in Regione). Oggi l’amministrazione quegli “esuberi” non ha intenzione di toccarli (non indicando bene cosa faranno nella nuova società). Le risorse per tenerli al lavoro però non ci sono e per pagarli, nessun servizio nuovo. Li pagheranno gli “amministrativi”, che dovranno “volontariamente” abbassarsi la retribuzione. Dinanzi a tale prospettiva, venerdì in Comune è scoppiato il caos.

La benzina sul fuoco sembra averla buttata un consulente del Comune (di cui formalmente non si spiegherebbe neppure la presenza in tale sede) che sembra aver avanzato ad alcuni la prospettiva: “se non ti riduci lo stipendio, firmando la conciliazione “volontaria”, purtroppo rimarrai in HCS e quindi sarai licenziato“. Di fronte a tale condotta, ovviamente si è scatenato il putiferio. Almeno una decina di dipendenti si sono iniziati a difendere. Di firmare la conciliazione “volontaria” non se ne è più parlato. Dinanzi alla tracotanza del “consulente”, poi alcuni hanno reagito male. Sono volate parole grosse e naturalmente la promessa di denunce. Effettivamente se i fatti venissero confermati, si sarebbe non più in presenza ad una irregolarità grave ma davanti ad un vero e proprio reato.

Sembrerebbe che una decina di dipendenti abbia già formalmente, attraverso i legali, diffidato la CSP a rispettare la Legge e la stessa offerta irrevocabile presentata al Tribunale. I dipendenti si sono ovviamente riservati di proporre esposti in sede penale e azioni di risarcimento del danno in quella civile. Va considerato, infatti, che la CSP nella famosa offerta irrevocabile ex art. 1329 del codice civile, si era impegnata alla assunzione dei dipendenti entro 15 giorni dalla accettazione del Tribunale (avvenuta il 19 aprile). L’impegno è quindi oggettivamente violato dal 5 maggio scorso. Con il mancato rispetto della obbligazione assunta, la CSP ha già prestato quindi il fianco alle richieste di risarcimento danni da parte dei dipendenti evidentemente danneggiati dalla violazione dell’impegno assunto dinnanzi al Giudice. Sembrerebbe, per la verità, che qualcuno sia andato oltre le diffida ed abbia già depositato un esposto in Procura sulla intera vicenda. I soliti bene informati indicano come si stia procedendo addirittura per ravvisare se ci siano gli estremi dell’estorsione, uno dei reati più gravi previsti dall’ordinamento che lo punisce con pene che raggiungono i dieci anni di reclusione.

Proprio la Magistratura potrebbe quindi presto assumere un ruolo determinante. Gli inquirenti non sono più dinanzi a casi isolati di mobbing o discriminazione: ormai si registrano, e sono facilmente verificabili (sarebbe sufficiente sentire i diretti interessati) azioni dal profilo opaco ben più strutturate.

Mai una situazione del genere si era concretizzata nelle società comunali.

Insomma –  veramente un bell’inizio per la nuova CSP, in cui De Leva – sempre senza un piano industriale, un organigramma, un contratto di servizio – sembra sempre più in balia di personaggi e consulenti, che tanto “bene” hanno fatto fino ad ora. Insomma non si sa che cosa si sta costruendo, ma lo si sta facendo certamente male con la prospettiva di dover rimborsare danni milionari.

Nel frattempo, infatti, il tempo passa; la violazione della CSP, riguardo il suo stesso impegno di perfezionare l’acquisto nei quindici giorni successivi all’asta (19 aprile 2017), si fa sempre più significativa; la probabilità di completare il disastro HCS dinnanzi ad un Giudice o ad un Collegio giudicante va divenendo sempre più una certezza.

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