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Rifiuti, Si: rischiamo una nuova servitù?

Rifiuti, Si: rischiamo una nuova servitù?

Il coordinamento: "Domani dovrebbe svolgersi una conferenza dei servizi per il rilascio di un’autorizzazione per un impianto di messa in riserva". Dalla sezione cittadina lanciano l’allarme e pongono una serie di domande ai rappresentanti politici del territorio riguardo la discussione di un possibiledi un possibile progetto di stoccaggio e movimentazione in località Monna Felicita, a Civitavecchia  

CIVITAVECCHIA – “A quanto pare domani dovrebbe svolgersi una conferenza di servizi, convocata dalla Città metropolitana di Roma, per il rilascio di un’autorizzazione per un impianto di messa in riserva (R13) di rifiuti speciali non pericolosi sito in località Monna Felicita, nel comune di Civitavecchia, su richiesta della società Viamar srl”.

È l’allarme lanciato dal coordinamento cittadino di Sinistra Italiana che si dice preoccupato dall’eventualità che possa nascere una nuova servitù e si rivolge ai rappresentanti del territorio. De Paolis e Porrello per la Regione, Manunta per il consiglio metropolitano, a Tidei e Grande per il parlamento e al Sindaco Cozzolino. Sono loro i destinatari della lista di domande che Si pone, con la speranza di fare chiarezza.

“Risponde al vero la convocazione della conferenza di servizi per l’autorizzazione di un  progetto di stoccaggio e movimentazione di rifiuti speciali a Civitavecchia? – si chiedono dal partito – o che a monte esistano già importanti investimenti di natura immobiliare?”. Ma Si ha altri dubbi da chiarire, come il fatto che si tratterebbe di balle già preconfezionate “di cui non è specificata l’origine, il percorso e il contenuto” o che si tratterebbe di uno stoccaggio a mezzo nave.

“Se tutto questo rispondesse al vero, avremmo motivo come comunità di temere che tale progetto possa essere l’anticamera per lo sviluppo di una progettualità legata al combustibile da rifiuti, vista la “favorevole” collocazione dell’impianto? – concludono da Si – a quali previsioni del Piano dei rifiuti della Regione e della Città metropolitana corrisponderebbe il progetto o esistono i presupposti per credere che la pianificazione dello smaltimento dei rifiuti sia lasciata all’inventiva della privata iniziativa?”.

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