Pubblicato il

Attività subacquea e sicurezza: legame imprescindibile

Attività subacquea e sicurezza: legame imprescindibile

CIVITAVECCHIA – ‘‘Sub-coscienza della sicurezza’’. È questo il titolo del convegno che si è svolto ieri presso la Biblioteca del Centro Storico Culturale delle Capitanerie di Porto al Forte Michelangelo, organizzato dalla Guardia Costiera di Civitavecchia con l’intento di favorire un approccio più consapevole verso la pratica delle immersioni subacquee ricreative. Un momento di riflessione e di approfondimento, quindi, su aspetti medici, ambientali, normativi e pratici legati all’attività subacquea ricreativa.

«L’elevata diffusione di tale pratica sportiva – ha spiegato il direttore marittimo del Lazio Giuseppe Tarzia – non è sempre accompagnata da un’adeguata rappresentazione della “cultura della sicurezza subacquea”. L’assenza di una specifica normativa di settore rappresenta, inoltre, un ulteriore fattore di incertezza. Non abbiamo una normativa definita, stringente e puntuale, che definisca obblighi, regole e limiti. Ecco perchè oggi più che mai sono necessarie maggiore sicurezza e consapevolezza. Ruolo della Capitaneria, in questo senso, è anche comunicare e farlo per raggiungere l’obiettivo».

Davanti ad un’attenta platea sono intervenuti, tra gli altri, lo specialista di medicina iperbarica Alessandro Marroni ed il primo dirigente della Polizia di Stato Luisa Cavallo, sottolineando entrambi l’importanza della prevenzione e di un’immersione da svolgere in sicurezza. «Perché il problema – ha spiegato Marroni – è che l’immersione avviene in acqua, elemento non compatibile con la vita se non con tecniche di sopravvivenza e di comportamento particolari. Fondamentali sono quindi la consapevolezza e l’educazione che si devono avere quando si affronta un elemento più forte di noi. A partire, come accade in navigazione ad esempio, dal rispetto del mare e dell’acqua, qui ancora maggiore perché non respiriamo e quindi dobbbiamo sapere cosa fare per sopravvivere e tornare in superficie».

La raccomandanzione arrivata dalla dottoressa Cavallo è quella di non uscire da soli, ma di affidarsi a diving e centri specializzati, «perché la professionalità e la gestione della sicurezza pagano – ha ribadito – bisogna garantire la sicurezza, e per farlo bisogna avere coscienza dei propri limiti e dei luoghi che si vanno ad esplorare».

VIDEO

ULTIME NEWS