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Banchine elettrificate: Menditto attacca l’Authority

Banchine elettrificate: Menditto attacca l’Authority

Il consigliere: "Le prescrizioni Via al momento rimangono inottemperate". Anche il Forum ambientalista condivide preoccupazioni e problemi del tavolo di lavoro e promette battaglia  

CIVITAVECCHIA – Il tavolo di lavoro sull’inquinamento navale attacca l’Authority per non aver ancora realizzato le banchine elettrificate o una valida alternativa. È il consigliere comunale, e presidente della commissione ambiente, Dario Menditto a spiegare: “Il tavolo ha preso atto del fatto che l’Autorità portuale non ha individuato una soluzione alternativa altrettanto capace di abbattere le emissioni delle navi, così come richiesto dal Ministero dell’Ambiente, pertanto le prescrizioni Via al momento rimangono inottemperate e si tornerà a chiedere al Ministero di porre rimedio, diffidando l’Autorità a realizzare i collegamenti elettrici per le navi o individuando una prescrizione alternativa in grado, realmente, di garantire una riduzione delle emissioni equivalente a quella che si otterrebbe con le banchine elettrificate, anche in virtù – continua Menditto – del fatto che il recente decreto legislativo 257 – 2016 ha sancito che l’elettrificazione non è affatto tecnologicamente superata e ne evidenzia anzi il positivo impatto sull’ambiente”.

Punto di discussione importante anche il “Civitavecchia blee agreement” che è stato giudicato insoddisfacente dal tavolo insoddisfacente “in quanto – dichiara Menditto – è stato sottoscritto soltanto da una delle tre compagnie di traghetti che fanno scalo in porto e cioè Gnv”.  

Per quanto riguarda la richiesta del consiglio comunale di inserire nel piano di risanamento della qualità dell’aria misure per limitare le emissioni delle navi “giace – conclude Menditto – presso le commissioni regionali da circa un anno, nel più totale disinteresse”. Dello stesso avviso Forum ambientalista che però punta il dito contro il presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo facendo notare l’assenza dell’Autorithy al tavolo e promettendo di portare “la mancata ottemperanza – scrivono – di queste prescrizioni in sede comunitaria”. 

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