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Migranti al porto: la politica dice no

Migranti al porto: la politica dice no

CIVITAVECCHIA – La politica cittadina e del territorio si dice contraria all’ipotesi di trasformare il porto di Civitavecchia in un hotspot per l’accoglienza dei migranti. Si legge nelle dichiarazioni arrivate in queste ore, a seguito dell’incontro urgente in Prefettura e del sopralluogo di ieri alla banchina 28. 

Secondo il consigliere regionale di Identità e territorio Pietro Di Paolo il Lazio rischia di diventare una polveriera. E questo soprattutto per colpa dei due attori principali: Virginia raggi da un lato e Nicola Zingaretti dall’altro. “Raggi latita dopo aver dichiarato, nella sua veste di presidente della Città metropolitana di Roma, che non è possibile accogliere altri migranti; Zingaretti è perso in fantasiosi racconti di un centrosinistra che non esiste per mascherare le sue ripetute sconfitte amministrative e politiche. È inspiegabile e inaccettabile immaginare che, in piena stagione estiva e turistica, un porto che ospita navi da crociera internazionale possa trasformarsi in una gigantesca tendopoli”.

Gli fa eco il consigliere comunale del Polo democratico Mirko Mecozzi, contestando le’nnesima decisione piovuta dall’altro “che obbliga Civitavecchia – ha spiegato – ad assumersi un ulteriore peso come se non bastassero tutte le servitù che questa città deve digerire senza fiatare. Quella dei migranti era ed è sicuramente una questione che andava trattata nella massima assise cittadina come il Consiglio Comunale che avrebbe potuto condividere le scelte più opportune una volta sentita la città. Ovviamente Civitavecchia non si sarebbe tirata indietro perché il cuore di questa città è immenso, ma almeno avrebbe potuto dare il proprio contributo ad una organizzazione che avrebbe dato a tutti le dovute garanzie soprattutto in ordine  alla sicurezza, alla salvaguardia della sanità locale, all’ordine pubblico, alla pubblica igiene. Leggo che il Sindaco esprime diniego alla questione, ma non vorrei che fossero le solite lacrime di coccodrillo e che la cosa sia stata pianificata il altri luoghi lontani dalle orecchie indiscrete dei civitavecchiesi”.

“Basta servitù: è ora che questo territorio inizi a dire no – ha poi incalzato il vice coordinatore di Forza Italia Emanuela Mari – un no forte e chiaro seguito da azioni concrete e non dalle solite e banali chiacchiere. Sono pronta a fare le barricate per evitare l’ennesima servitù su questo territorio; il primo porto criceristico del Mediterraneo non può diventare un hub per gestire l’immigrazione, affosserebbe definitivamente l’economia locale legata al traffico croceristico, non siamo pronti per una simile accoglienza, dal punto di vista della sicurezza, ma  pensiamo anche all’ aspetto sanitario, e ad una accoglienza che deve rispettare la dignità della persona. La politica tutta deve fare la sua parte, anche attraverso azioni forti, il blocco delle vie di accesso al porto potrebbe esserne una. Un appello ai civitavecchiesi: non facciamoci imporre l’ennesima servitù romana, scendiamo in piazza per il futuro dei nostri figli”. 

Sulla questione perplessità anche da parte di Art.1 Mdp che sottolinea come “le scelte non concordate, al di là dell’invocata necessità sulla quale, pur concordando a priori nel momento in cui parliamo di interventi umanitari, sono sempre e comunque una imposizione a danno dell’autonomia dei territori e della loro gente”. Con il circolo cittadino che punta il dito contro le parlamentari del territorio “poco incisive nella loro azione istituzionale e conseguentemente – hanno agigunto – poco avvezze al confronto ed all’informazione della collettività che le ha elette, cosa che fa il paio con la trascuratezza politica e con la superficialità nel momento in cui, di due almeno una, avrebbe potuto utilizzare un canale preferenziale con il Ministro del suo stesso partito, nel tentativo di farlo desistere dal provvedimento. La città, pur gravemente ferita dai tanti soprusi subiti nel corso di decenni, debba essere  ancora una volta unita nel ribadire le sue caratteristiche improntate all’accoglienza proprie di una città di mare aperta al mondo ma, tramite i propri organismi democratici e quindi con un consiglio comunale aperto, deve ribadire che la sua natura e conformazione organizzativa non consente questa ulteriore eccezionale sopravvenienza sia in termini organizzativi, che strutturali. Inoltre l’indisponibilità di alcune banchine del porto, qualora rese “riservate” alle attività di prima accoglienza dei migranti, potrebbe comportare un ulteriore colpo sull’asfittica attuale economia portuale che, non potendo contare da sempre sulle previste performance del Terminal Container in concessione ad un privato, vedrebbe altresì pericolosamente ridotte le aree necessarie per il traffico delle auto, mettendo in discussione la funzionalità del porto stesso a detti traffici e quindi a repentaglio i livelli occupazionali delle imprese in esso impegnate”. 

“Quello che sta accadendo nel porto di Civitavecchia è a dir poco scandaloso – hanno sottolineato da FdI-An – il partito utilizzerà tutti gli strumenti democratici per impedire l’ammasso di immigranti nelle tendopoli causando un danno incalcolabile al nostro scalo e alla nostra città. Il nostro percorso intende scovare i responsabili di questo scempio e fermare questa scelta scellerata con ogni mezzo democratico”. 

È stato quindi il senatore Claudio Fazzone di Forza Italia, ricordando l’importanza dello scalo nel Mediterraneo, a parlare di “una città già allo stremo delle forze, con un’economia massacrata dalla crisi economica e dal mal governo grillino – ha spiegato – che vedeva nel suo porto l’unica speranza per risollevarsi: questo governo gli sta togliendo anche questa speranza. Non lascerò sola questa città nel combattere questa battaglia e sono pronto a presentare un’interrogazione urgente con risposta scritta al Ministro Minniti che dovrà riferire in Parlamento le ragioni di questa scelta scellerata che procurerà danni irreparabili non solo alla città di Civitavecchia ma al Paese intero, visto che il porto di Civitavecchia rappresenta una delle vie turistiche principali di accesso al nostro Paese”. 

Intanto Fratelli d’Italia ha organizzato una manifestazione per lunedì a Civitavecchia. “La misura è colma, la decisione del Governo targato Pd di aprire una banchina del porto di Civitavecchia ai migranti economici, che nulla hanno a che fare coi veri rifugiati, è la goccia che fa traboccare il vaso – hanno spiegato il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Giancarlo Righini, e il segretario della Federazione dei circoli di Fratelli d’Italia della provincia di Roma, Marco Silvestroni – presto le località balneari della costa tirrenica saranno oggetto di un ‘invasione nel bel mezzo della stagione turistica, con tutte le conseguenze del caso. Una misura assurda in un mare di scelte scellerate compiute negli ultimi anni in tema di accoglienza ai migranti”.

“Fratelli d’Italia è in prima fila per contrastare la follia degli sbarchi di migranti economici – ha quindi aggiunto Francesco Lollobrigida, responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia – in piena stagione turistica l’arrivo di migliaia di immigrati nelle città turistiche colpisce in modo devastante uno dei settori economici fondamentali della nostra nazione. Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza alle comunità locali. Il nostro presidente Giorgia Meloni presenzierà alle iniziative di protesta organizzate a Civitavecchia per sventare il pericolo che la città più importante d’Italia per sbarchi turistici perda questo primato diventando un nuovo gigantesco campo di accoglienza”.

Il coordinatore nazionale per la portualità ed economia del mare di Forza Italia, Giovanni Moscherini invita il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio a dimettersi. “Scaricare sul Porto di Roma migliaia di migranti prevedendone, addirittura, l’alloggiamento all’interno delle banchine portuali è un segno di massima e ormai intollerabile superficialità camuffata da finta “solidarietà” – ha spiegato – bene ha fatto il sindaco di Civitavecchia Cozzolino ad intervenire per impedire questo ulteriore schiaffo ai cittadini italiani. Venti anni di lavoro per strutturare il porto della Capitale d’Italia rischiano di essere azzerati con questa iniziativa irresponsabile. Come i può far finta di non sapere che nel Porto di Roma transitano: 2 milioni e mezzo di crocieristi all’anno; 1 milione e mezzo di passeggeri delle Autostrade del mare che collegano il Porto di Roma con i principali paesi del Mediterraneo e 1 milione e mezzo circa di passeggeri per la Sardegna? Questa iniziativa programmata va immediatamente stoppata se non si vuole provocare conseguenze economiche ed organizzative difficilmente recuperabili nel breve tempo”. 

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