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Cerveteri a ferro e fuoco

CRONACA. Domenica nera per la città e la sua marina aggredita in maniera scientifica dalle fiamme. Il sindaco Pascucci: «Accogliamo con soddisfazione le dichiarazioni del presidente della Regione Nicola Zingaretti che ha annunciato di voler richiedere al Governo lo stato di emergenza; ringrazio di cuore tutti oloro che sono intervenuti in queste ore per domare gli incendi»

CRONACA. Domenica nera per la città e la sua marina aggredita in maniera scientifica dalle fiamme. Il sindaco Pascucci: «Accogliamo con soddisfazione le dichiarazioni del presidente della Regione Nicola Zingaretti che ha annunciato di voler richiedere al Governo lo stato di emergenza; ringrazio di cuore tutti oloro che sono intervenuti in queste ore per domare gli incendi»

di TONI MORETTI

CERVETERI –  Il territorio, nel fine settimana, per tutta la giornata di domenica e con strascichi anche al lunedì, è stato messo a “fuoco” da una invasione di fiamme che hanno impensierito, creato paura e disagio, scortate e spinte da un vento teso e intenso che non accennava a calare. Come in un disegno strategico, il fuoco attacca il bosco di Palo Laziale, e mentre il massimo delle risorse dei soccorsi erano ivi concentrate per tentare di contenerlo, Vigili del fuoco, Protezione Civile compreso il Nucleo comunale di Cerveteri, appena disimpegnato da un altro punto critico nei pressi di Bracciano, e i volontari di Assovoce, ecco che un altro incendio comincia a prendere corpo in un’altra zona simbolo che lega i due comuni vicini Ladispoli a Cerveteri: l’oasi di Torre Flavia. Per quanto riguarda il territorio di Cerveteri, le fiamme hanno coinvolto l’area al confine tra Campo di Mare e Ladispoli, tra le zone di via degli Eucalipti e via del Bagolaro, e i mezzi di soccorso coordinati dal comandante della Polizia Locale Marco Scarpellini  sono stati impegnati fino a notte fonda. I disagi, oltre al pericolo per la vicinanza delle fiamme a strutture abitate e ad aziende, si sono moltiplicati. In tilt l’Aurelia, bloccata in più tratti, in tilt l’autostrada, congestionata dal traffico, in tilt le stazioni di Ladispoli e Cerenova, con centinaia di persone a terra in attesa di treni sospesi che non passavano. Ma al di là di tutto, negli occhi dei residenti e non, il dispiacere e la disperazione, di vedere andare in fumo, due località considerate le perle del nostro territorio. Sui social, dove tanto hanno seguito, soprattutto nel pomeriggio e nella serata di domenica l’evolversi del dramma, si sprecavano i “maledetti” “criminali”. Era facile capire che la gente non credeva che tanta contemporanea conseguenzialità dello svilupparsi delle fiamme proprio in quei posti simbolo potessero non fare parte di un disegno criminale, pianificato, atteso e messo in atto da gruppi di interesse che da questo scempio presumono di ottenere un profitto. L’idea di una cicca mal spenta del cretino di turno proprio lì e poi a distanza di qualche ora lì e poi ancora lì, non ha convinto nessuno. «Ho provato tante volte, io che sono un fumatore, ad accendere un fuoco da una sigaretta e devo dire che non ci sono mai riuscito. C’è da aggiungere poi che nell’ultimo periodo le sigarette, se non si tira si spengono, hanno questa caratteristica – dice così Silvio Pagano, vice coordinatore del gruppo comunale di Cerveteri  –   Poi quest’anno gli incendi sono cominciati prima ancora che si avviassero le campagne anti incendio.  Ora è chiaro che quanto sta succedendo in queste ore, il fatto che più incendi esplodano in zone particolari, quasi scelte, zone simbolo, con una cronologia che tende a mettere in difficoltà anche chi deve occuparsi degli interventi, non può che far pensare al dolo. Fortunatamente  non è stato un incendio che ha interessato le chiome degli alberi, altrimenti avrebbe avuto una diffusione più rapida e devastante. Quest’anno siamo stati impegnati col fuoco da marzo e sarà un anno di fuoco favorito anche da “Caronte” che tornerà alla metà di questa settimana e porterà le temperature ad oltre trenta gradi».  Pascucci, il sindaco, anche lui rimasto fino a tarda notte con  le forze di soccorso dice: «Accogliamo con soddisfazione le dichiarazioni del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti con le quali nella serata di ieri ha annunciato, a seguito degli incendi che sono divampati in tutta la Regione ed in particolar modo lungo il nostro litorale, di voler richiedere lo stato di emergenza al Governo, confermando ancora una volta l’attenzione che sempre ha rivolto per il nostro territorio. Ringrazio di cuore tutti coloro che in queste ore così difficili sono intervenuti per domare gli incendi. Grazie ai Vigili del Fuoco, ai Gruppi Comunali della Protezione Civile, ai gruppi di volontariato della Protezione Civile, alle Forze dell’Ordine tutte, ai volontari e a tutti quei cittadini che hanno collaborato alle operazioni di soccorso. Colgo l’occasione – conclude Pascucci –  per ringraziare il sindaco di Ladispoli Alessandro Grando, con il quale durante la serata e la notte di ieri siamo rimasti in continuo contatto telefonico al fine di fronteggiare al meglio l’emergenza in corso in quelle ore».

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