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Rifiuti: Ecologia Viterbo aumenta i costi per i comuni del 55%

Rifiuti: Ecologia Viterbo aumenta i costi per i comuni del 55%

La società ha motivato la decisione con le problematiche conseguenti all'incendio della notte dello scorso 3 giugno. I sindaci della provincia di Viterbo sul piede di guerra chiedono l'intervento della Regione Lazio. Sabatini (Cuoritaliani): "Un'interrogazione all'assessore competente per chiarire se la prassi seguita dall’azienda sia conforme alla normativa vigente"  

CIVITAVECCHIA – È datata 13 luglio scorso la lettera con la quale la società Ecologia Viterbo srl, rivolgendosi ai Sindaci della provincia di Viterbo, ha comunicato l’aumento della tariffa relativa ai servizi di trattamento rifiuti, determinato dall’attivazione della stazione di trasferenza in temporanea sostituzione del Tmb incendiato lo scorso 3 giugno, chiedendo ai Comuni stessi di appostare in bilancio le risorse necessarie al pagamento.

E così ieri sera sindaci e amministratori locali hanno partecipato ad un incontro, organizzato dal consigliere regionale di Cuoritaliani Daniele Sabatini, per esaminare e approfondire la richiesta giunta con una missiva che, peraltro, a qualcuno dei presenti ha anche ricordato tempi che si riteneva fossero superati. I Sindaci, durante la riunione, hanno rimarcato la gravità e la irritualità della richiesta di aumento, di circa il 55%, dei costi di trasferimento in discarica, da 110 a 171 euro a tonnellata, per problematiche conseguenti l’incendio della notte dello scorso 3 giugno, ed  hanno espresso forte contrarietà nei confronti della metodologia usata dall’azienda. Hanno chiesto con fermezza un intervento della Regione Lazio affinché l’emergenza, in cui versa oggi la provincia di Viterbo, originata da atti che la Regione stessa ha emanato autorizzando il conferimento dei comuni della provincia di Roma, non debba ricadere, ancora una volta, sulla testa dei cittadini viterbesi. 

E tra i comuni interessati c’è anche quello di Civitavecchia che trasporta i suoi rifiuti a Viterbo per il trattamento già da un paio d’anni; e se l’aumento dovesse interessare anche il Pincio i civitavecchiesi andrebbero a pagare una bolletta davvero troppo elevata, soprattutto se si considera la qualità del servizio attualmente ricevuto. 

“Nel frattempo, l’azienda ha richiesto l’autorizzazione per la nuova tariffa alla Regione Lazio, autorizzazione che però ancora non c’è. Ma intanto presenta il conto ai Comuni – ha commentato il capogruppo regionale di Cuoritaliani – i sindaci sono preoccupati e ci hanno sollecitato ad intervenire, perché appostare quelle risorse significa inevitabilmente far ricadere maggiori oneri, non previsti, anche sulla collettività. Con un’interrogazione urgente, chiederò all’assessore regionale competente di chiarire se la prassi seguita dall’azienda si conforme alla normativa vigente in materia. Non si può trasformare un rischio d’impresa in un costo aggiuntivo per le amministrazioni pubbliche e, di conseguenza, anche per i cittadini”. 

Gli amministratori hanno rilevato, inoltre, come, problematiche aziendali, peraltro in questo caso dovute ad un incendio, non possano ricadere sempre sulla collettività, dal momento che, alla stessa stregua, il guadagno di impresa non viene mai ripartito con i Comuni. Per tutte queste ragioni, al termine dell’incontro i Sindaci si sono dichiarati pronti, qualora il problema non venisse risolto senza gravare sulle tasche dei cittadini, a intraprendere ogni iniziativa, in tutte le sedi competenti, atta a tutelare i propri territori.

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