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Unidem come l’ultimo samurai

CERVETERI – E’ tanta la confusione mentale in quella Unidem che si ostina ancora a farsi chiamare Partito Democratico Cerveteri che a parte la gente normale, quella per esempio impegnata giorno per giorno a pulire, impastare, spolverare, alla quale non è richiesta la conoscenza di particolari significati di parole o più semplicemente senso da dare alle cose, ci sono anche illustri formatori di nuove generazioni che confondono, per ignoranza o per comodità il concetto di forma e di sostanza. Si ostinano a non capire che solo in un senso formale quel PD è ancora il PD col segretario Signor Maurizio Falconi che con l’aiuto esterno e molto pasticciato ha vinto un congresso farsa, ha fatto discutibili primarie ed ha candidato Juri Marini, per il quale comunque non viene meno la nostra stima, a sindaco per le ultime elezioni comunali con la colpevole complicità di chi nelle battute finali, come tutti ricordano, hanno eseguito tutto il repertorio possibile di danze, dal tuca tuca a quella del qua qua, rimpallandosi la responsabilità dell’assegnazione del simbolo, che più serio dei loro custodi non andava sprecato Nella sostanza, Il Partito Democratico, la gente del Partito Democratico, si è spostata da un’altra parte, seguendo chi meglio rappresentava i valori fondanti del partito e coerentemente proponeva la linea politica più adatta. La riunione del direttivo di mercoledì scorso sembrava una pessima rappresentazione del film dove l’ultimo samurai dimenticato sull’isola deserta combatteva ancora una guerra finita e non sapeva neanche che l’imperatore era morto. (To. Mo.)

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