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Allah e la scienza: il nuovo libro di Cadelo

L’evento si terrà domenica alle 21 al Castello di Santa Severa con ospite l’autore, noto giornalista e scrittore

L’evento si terrà domenica alle 21 al Castello di Santa Severa con ospite l’autore, noto giornalista e scrittore

di CARLO CANNA

SANTA SEVERA – Domenica, alle 21, al Castello di Santa Severa, il noto giornalista e scrittore Elio Cadelo parlerà  del suo nuovo libro intitolato: “ALLAH e la SCIENZA – un dialogo impossibile? ” (Palombi Editore). L’evento, ad ingresso gratuito, sarà introdotto da Irene Pignatelli (Coopculture) e presentato dal filosofo Corrado Ocone (Fondazione Einaudi). Cadelo, già autore di numerose pubblicazioni di successo come “Quando i Romani andavano in America. Scoperte geografiche e conoscenze scientifiche degli antichi navigatori (Palombi 2009, VI edizione 2016), in questo suo ultimo saggio indaga sul rapporto conflittuale tra religione islamica e scienza. In “ALLAH e la SCIENZA”, infatti, egli analizza le cause che hanno portato alla fine di quella “età dell’oro” della cultura musulmana, iniziata nell’anno Mille e durata fino al XIII secolo, che ha visto non solo la supremazia secolare dell’Islam in campo scientifico sull’Occidente, ma anche la profonda influenza che ebbe su quest’ultimo. Eredità culturale, quella araba, che in Europa confluirà all’interno di quel processo di secolarizzazione che per la prima volta vedrà la separazione tra istituzioni politico-sociali e religiose portando alla rivoluzione scientifica e industriale. L’eterno conflitto tra scienza e fede, infatti, nella storia dell’Occidente – ricorda Cadelo – si è risolto con la laicità, lasciando alla prima la libertà di esplorare nuove dimensioni della conoscenza e alla seconda la piena autonomia nella visione sacra del mondo. 

Diversamente, nella storia dei paesi islamici, tutto questo non si è verificato, portando ad una progressiva scomparsa della produzione scientifica che arriva fino ai nostri giorni. E i numeri riportati nel libro parlano chiaro: in tutti i 57 paesi islamici si contano solo 14.260 ricercatori in materie scientifiche contro i 45.300 della sola Italia o i 273 mila degli Stati Uniti; e solo due premi Nobel per la scienza nonostante i musulmani costituiscano circa il 23% della popolazione mondiale. Quelle stesse ideologie religiose che hanno portato al decadimento intellettuale arabo, a detta dell’autore, sono le stesse che oggi rappresentano il manifesto politico-ideologico del fondamentalismo islamico e del terrorismo, secondo cui la scienza è “immorale” e contro la verità di Dio. In tal senso – conclude Cadelo – il terrorismo può essere letto non solo come una ideologia anti-occidentale ma anche come un fenomeno che riflette una crisi profonda dell’islamismo contemporaneo, quella di non sapersi confrontare con il progresso scientifico e tecnologico e, dunque, con la modernità.

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