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Presunti abusi su minore: chiesto l'incidente probatorio

Presunti abusi su minore: chiesto l'incidente probatorio

La vicenda vede coinvolta una ragazzina di dieci anni. In carcere da un mese un 50enne arrestato dai carabinieri. Questa mattina l'ascolto della ragazzina in audizione protetta

CIVITAVECCHIA – È iniziato questa mattina al tribunale di via Terme di Traiano l’incidente probatorio per il caso di presunti abusi sessuali nei confronti di una ragazzina di dieci anni. 
La vicenda è esplosa nel mese scorso, con l’arresto da parte dei carabinieri di un 50enne straniero, ma che da anni vive a Civitavecchia. L’uomo da allora si trova rinchiuso nel carcere di Borgata Aurelia con la pesante accusa di abusi sessuali su minore, dopo che i militari hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare emessa dallo stesso tribunale. 
È stata il sostituto procuratore Alessandra D’Amore, titolare dell’inchiesta, a richiedere di procedere con l’incidente probatorio; si tratta in sostanza di un istituto che consente di anticipare rispetto al dibattimento la fase di formazione della prova e di collocarla durante le indagini preliminari. 
In questo caso, in particolare, l’obiettivo è cristallizzare la versione della ragazzina. 
Questa mattina infatti, nel corso dell’udienza la bambina – la cui famiglia è assistita dall’avvocato Patrizia Bisozzi – è stata ascoltata dal giudice per le indagini preliminari Giusi Bartolozzi, in audizione protetta, affiancata dalla psicologa alla quale lo stesso gip ha affidato la perizia per verificare l’attendibilità delle dichiarazioni della ragazzina, come sempre accade in queste delicate vicende. 
Presente all’udienza di incidente probatorio anche l’uomo, assistito dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro, il quale finora non ha fornito una propria versione: in fase di interrogatorio di convalida, infatti, si è avvalso della facoltà di non rispondere. 
Una scelta difensiva per poter avere così il tempo di studiare le carte e verificare i dettagli dell’inchiesta. 
Inchiesta che ha preso spunto dalla denuncia della famiglia della presunta vittima, con la ragazzina che aveva raccontato quanto avvenuto ai genitori che subito hanno denunciato il fatto ai carabinieri. 
Secondo i riscontri raccolti dai militari dell’Arma dopo diverse settimane di indagini, i fatti sarebbero avvenuti nei mesi scorsi a San Liborio. 
L’udienza di oggi è stata comunque aggiornata ad ottobre prossimo, quando la psicologa dovrà depositare la perizia, esprimendosi così sulle dichiarazioni rese dalla ragazzina. 
Nel frattempo bisognerà capire se anche la difesa dell’uomo intenderà o meno percorrere anche altre strade, come quella del ricorso al tribunale della libertà per cercare di ottenere la scarcerazione o una misura cautelare diversa.

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