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Siccità: la procura di Civitavecchia apre un'inchiesta

Siccità: la procura di Civitavecchia apre un'inchiesta

I  carabinieri del Noe di Roma hanno perquisito la sede di Acea Ato 2 e prelevati documenti relativi alle captazioni del lago di Bracciano. Avviso di garanzia per il presidente della società 

BRACCIANO – La Procura della Repubblica di Civitavecchia ha aperto un’inchiesta sulla criticità ambientale che sta investendo il lago di Bracciano e sulla conseguente crisi idrica che ha investito Roma e la sua provincia. 

Il procuratore capo Andrea Vardaro ed il sostituto procuratore Delio Spagnolo hanno infatti dato mandato ai carabinieri del Noe – Nucleo Operativo Ecologico di Roma – di procedere alla perquisizione negli uffici di Acea Ato 2, in piazzale Ostiense, per sequestrare documentazione relativa alla captazione di acqua dal bacino del lago di Bracciano. Notificato un avviso di garanzia al presidente di Acea Ato2, indagato per inquinamento ambientale. Tutto questo a seguito, a quanto pare, delle due denunce presentate alla Procura in merito alla criticità del lago di Bracciano.  

Intanto il Tribunale delle acque avrebbe rigettato il ricorso fatto da Acea sulla sospensiva dello stop ai prelievi da Bracciano ordinato dalla Regione Lazio a partire dal 28 luglio. Martedì 25 luglio, mentre si teneva un vertice in Campidoglio tra Acea, Comune e Regione sull’emergenza idrica, l’azienda romana di acqua ed elettricità aveva presentato un ricorso al tribunale contro l’ordinanza regionale.

“L’apertura di una indagine per disastro ambientale nei confronti del di Acea Ato2 in relazione alle criticità del lago di Bracciano, è una buona notizia per i romani e per tutti quei cittadini che saranno interessati dal razionamento dell’acqua”. Lo afferma il Codacons, commentando il procedimento avviato dalla Procura di Civitavecchia. “Grazie a tale decisione, i cittadini romani e più in generale le famiglie colpite da un eventuale razionamento dell’acqua per effetto della captazione dal lago di Bracciano, potranno far valere i propri diritti costituendosi parte offesa nel procedimento avviato dalla procura – spiega il presidente Carlo Rienzi – Ciò ai fini delle doverose richieste risarcitorie per i danni morali e materiali legati al taglio del servizio idrico a fronte del pagamento di tariffe piene. In tal senso il Codacons offrirà assisterà legale ai cittadini nella costituzione di parte offesa di massa dinanzi la Procura di Civitavecchia, qualora si verifichi il razionamento dell’acqua”. 

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