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Una ‘‘nave’’ abbandonata

Una ‘‘nave’’ abbandonata

Fiumicino. La struttura situata a Parco Leonardo resterà chiusa. Il bando non è operativo. La burocrazia ferma la composizione dei docenti del Centro formazione nautico. ‘‘Salta’’ per il 2017/2018 un’opportunità per giovani e disoccupati del territorio

di ANGELO PERFETTI

FIUMICINO – Fino a poco tempo fa funzionava una meraviglia. Stiamo parlando del Centro di formazione professionale per la Cantieristica navale, sito a Parco Leonardo. Un settore importantissimo per Fiumicino, quello navale; una concreta possibilità di lavoro per i giovani vista l’incidenza di cantieri nautici lungo tutta la costa.
Tutto è andato liscio fino al momento in cui, per legge, bisognava rifare gli elenchi dei docenti. Quello che sembrava un mero atto burocratico, ha invece ingessato completamente l’attività, impedendo a decine di ragazzi di accedere ad un’opportunità importante per il proprio futuro.
Siamo a marzo 2016, quando in ottemperanza alla legge, è stato pubblicato il bando per la formazione dell’Albo Docenti. Non ci sono esami da fare, colloqui, test attitudinali: si va per titoli.
Sembrava facile, anche in considerazione del valore dell’iniziativa di formazione, dedicata anche al ricollocamento professionale delle persone in stato di disoccupazione (oltre all’inserimento lavorativo dei giovani).
Ma la burocrazia ci ha messo lo zampino. Prima il cambio di dirigente (il dottor Rizzi che aveva seguito l’iter è stato trasferito ad altro ufficio), poi un rimbalzo di responsabilità interne all’Amministrazione.
Fatto sta che Fiumicino è stato il primo comune a pubblicare il bando ed è l’ultimo a stilare la graduatoria. Alla Città Metropolitana di Roma, infatti, non risulta presentato alcun corso del settore nautico per l’anno scolastico formativo in corso.
Il perché? Perché a tutt’oggi non sono state aperte le buste dei candidati e formata la relativa graduatoria, per titolo, che assegnerebbe i posti da docenti e – di fatto – farebbe partire il corso.
Nel frattempo è arrivata la notizia (buona, di per sé) che la scuola sarà trasferita in locali più idonei, un posto ad hoc. Ma questo, insieme ai ritardi burocratici di cui abbiamo parlato, difficilmente consentirà di attivare i corsi per l’anno 2017/2018.
Un vero peccato, nell’ottica del sostegno all’occupazione. E anche un rischio: perché in quei locali ci sono apparecchiature molto costose che, se inutilizzate non mantenute a dovere, rischiano di rovinarsi. Come una vera e propria nave, di circa 7 metri di lunghezza, con motore elettrico a bordo, che serve agli alunni per esercitarsi praticamente dopo la fase dei corsi teorici. Una “nave” che fino a ieri ha veleggiato con costanza, e che oggi rischia seriamente… di non poter “mollare gli ormeggi”.

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