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Arresti domiciliari al 40enne accusato di stupro

Arresti domiciliari al 40enne accusato di stupro

CRONACA. Il tribunale del riesame ha accolto la richiesta del suo legale, Pietro Messina, e ha modificato la misura cautelare. Il difensore: «Verificheremo poi, nei prossimi giorni e nelle prossime settimane il merito della vicenda». Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Alessandro Gentile della Procura di Civitavecchia

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Arresti domiciliari, al barista 40enne di Cerveteri, M. R. le sue iniziali, arrestato all’alba dello scorso 15 luglio. L’uomo, incensurato, è accusato di violenza sessuale reiterata nei confronti di una sua dipendente. Il tribunale del riesame ha accolto infatti la richiesta del suo legale, Pietro Messina, e ha modificato la misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari ritenendo non sussistessero i presupposti della stessa. «Verificheremo poi – dice l’avvocato Messina – nei prossimi giorni, nelle prossime settimane il merito della vicenda».
Sembra che la donna, anche lei di Cerveteri, ha subito per diverso tempo, per paura dello scandalo e di ritorsioni, le pretese sessuali dell’uomo e solo a fine giugno ha trovato la forza e il coraggio di raccontare tutto agli inquirenti. A seguito di una denuncia circostanziata presentata dalla vittima, gli agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Civitavecchia diretto dal dottor Nicola Regna, avviavano un’intensa ma discreta attività di indagine, coordinata dal sostituto procuratore Alessandro Gentile della Procura di Civitavecchia. 
Così per lunghi giorni gli agenti del commissariato monitorano attentamente la situazione con appostamenti, pedinamenti ma anche con l’ausilio di supporti tecnici. L’impiego di telecamere e microfoni installati all’interno del pubblico esercizio in cui la donna lavorava hanno permesso l’arresto in flagranza del gestore, responsabile dei presunti reiterati abusi sessuali. La Polizia infatti è intervenuta tempestivamente, cogliendolo di sorpresa. Dopo lo svolgimento dei rituali di legge, l’uomo era stato associato al carcere di Borgata Aurelia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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