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DiVino etrusco: volano stracci tra Mazzola e Serafini

DiVino etrusco: volano stracci tra Mazzola e Serafini

L’ex sindaco Mazzola attacca, l’assessore Serafini gli tira le orecchie  

TARQUINIA – Il DiVino etrusco scatena lo scontro politico. Protagonisti gli avversari più agguerriti degli ultimi anni: l’ex sindaco Mauro Mazzola e l’attuale assessore al Turismo Pietro Serafini. Mazzola, dopo lo schiaffo ricevuto dai cittadini, con le ultime elezioni amministrative, torna a parlare puntando il dito contro il suo bersaglio preferito, Serafini appunto, un tempo consigliere d’opposizione ed oggi personaggio di spicco della giunta Mencarini. Al centro del dibattito lo slittamento delle date per la manifestazione in programma per la fine di agosto: 25, 26 e 27.

L’ex sindaco parte attaccando il primo cittadino Pietro Mencarini, per arrivare poi al nocciolo della questione con Serafini. «Caro sindaco Pietro Mencarini, – tuona Mazzola – l’assessore Pietro Serafini ti ha raccontato tutta la verità sul DiVino Etrusco? Non è che è stato spostato in altra data perché chi è stato deputato all’organizzazione era impegnato in qualche altra festa del vino altrove?- prosegue l’ex primo cittadino – Non vorrei che se qualcosa andasse male, per il tempo o per la poca affluenza, la colpa ricada sulla passata amministrazione». «La scusa già mormorata da qualcuno che non c’erano i tempi tecnici per organizzarla non tiene. – attacca Mazzola – La macchina era partita da mesi e la giunta aveva già deliberato i fondi necessari al suo svolgimento. L’assessore Serafini, come avrebbe fatto qualsiasi alunno che ha la voglia e l’umiltà di imparare, invece di prendere ad esempio un modello e un format che ha funzionato, duplicando le presenze e dimezzando i costi rispetto a quando lo organizzava lui, ha pensato bene di stravolgere tutto, escludendo dall’organizzazione tutta quella parte di cittadini che in maniera volontaria sono stati il motore della manifestazione». «Era necessaria dunque solamente programmazione, capacità amministrativa e di coinvolgimento delle realtà locali. Doti che Serafini ha dimostrato nel passato di non avere, affidando incarichi profumatamente pagati a professionisti del settore che hanno fatto sì che i costi della manifestazione siano lievitati. Costi dei quali per anni abbiamo chiesto la giustificazione ottenendo sempre silenzi. Inoltre il DiVino Etrusco era nato per promuovere il nostro patrimonio facendo conoscere tutti i luoghi più belli di Tarquinia. In un mese Serafini è riuscito a stravolgere anche questo. Errare è umano ma perseverare sui propri errori è diabolico». «Mi chiedo come faccia il nuovo sindaco ad affidare di nuovo un evento così importante a un amministratore che non è stato neanche in grado di produrre i bilanci delle edizioni da lui organizzate.- incalza Mazzola – Di queste cose il sindaco Mencarini è a conoscenza o Serafini non lo ha informato? Ma ricordo male o in pieno consiglio comunale Serafini definì Zucchetti, ora scelto come organizzatore, utilizzando un termine cornetano, come una persona poco adatta ad organizzare un evento del genere? E più di una volta alle nostre richieste di bilancio della manifestazione, non si è giustificato dicendo come doveva essere Zucchetti a fornirle? Ha parlato tanto in questi anni, agito poco e ora ritorna sui suoi passi rimangiandosi quanto sostenuto in consiglio comunale. Vediamo ora se dopo dieci giorni dal termine della manifestazione sarà in grado di redigere il bilancio e di renderlo pubblico».

Tira però le orecchie all’ex sindaco Mazzola, l’assessore al Turismo Pietro Serafini che replica senza mezzi termini sulla vicenda. «Povero Mazzola! – esclama Serafini – L’ormai ex sindaco, dopo essere stato bocciato sonoramente dalla sua cittadinanza, non sa più cosa fare né cosa dire, infatti non ha ancora capito che con questo suo comportamento menzognero ha comportato il decadimento ideologico della sinistra locale. Mazzola, prima di parlare, dovrebbe innanzitutto spiegarci perché la sua amministrazione ha lasciato un programma degli eventi estivi scarno al centro storico e completamente assente sul litorale. La sua politica fallimentare, ormai lo possiamo dire, dato il deludente risultato elettorale personale (100 voti scarsi visto che circa 50 ne avrà beneficiati grazie alla doppia preferenza) era basata su un accentramento di potere e di tuttologia che oggi Tarquinia paga in termini organizzativi e di presenze. Negli ultimi anni il Palazzo era diventato un polmone della segreteria del Pd dove lavoravano poche persone e sempre le stesse: chissà come mai?! «Caro Mazzola – aggiunge l’assessore di Idea Sviluppo – le consiglio di tenersi occupato anche perché considerando il suo pedigree lavorativo, di energie da spendere deve averne ancora molte … se non tutte! In merito al DiVino Etrusco ribadisco che la posticipazione dell’evento alla fine di agosto è stata una necessità e non una scelta. Una necessità motivata dal fatto che, essendoci insediati il 13 luglio, restavano a disposizione solo dieci giorni per predisporre un piano organizzativo: troppo pochi per garantire la riuscita ottimale di una delle manifestazioni più rilevanti per il nostro comune». In concertazione con le varie associazioni di categoria abbiamo pertanto ritenuto opportuno rinviarlo al 25, 26 e 27 agosto» «Le rammento – incalza Serafini – che proprio lei dieci anni fa mi consegnò l’incarico di coordinare l’organizzazione del Divino Etrusco, diventato fiore all’occhiello del nostro paese. Se fa mente locale dovrebbe ricordare che più volte mi ha ringraziato pubblicamente per essere riuscito a impiantare una formula vincente, e se non se lo ricorda ecco qua le sue parole del 2009 che magari le riportano la memoria: “si è poi rilevata ottima la scelta di affidare l’organizzazione al consigliere comunale Pietro Serafini, coadiuvato da un gruppo di giovani che ha lavorato con entusiasmo ed efficienza”». «Oggi qualcosa è cambiato – aggiunge l’assessore – perché la cittadinanza ha deciso, imprescindibilmente, che lei stia seduto sulla panchina di casa anziché sulla poltrona del consiglio comunale. Purtroppo le è rimasta solo la danza della pioggia e per un ex sindaco non è il massimo. La cosa più triste è che lei, con le sue dichiarazioni sterili, danneggia l’immagine dell’evento stesso, creando un mulinello di sabbia controproducente per tutti. Per le sue manie di protagonismo vuole essere al centro della scena anche a scapito di una manifestazione che non ha colori né bandiere, una manifestazione di tutti e per tutti». «Nei miei anni di opposizione – conclude Serafini – ho sempre supportato l’ organizzazione senza mai proferire parola visto che il Divino Etrusco per me è più importante della politica e delle false obiezioni o delle strumentalizzazioni. Sicuramente non è lo stesso per il vostro partito. Dispiace vedere un ex sindaco cadere così in basso ma purtroppo chi è causa del suo mal pianga se stesso! Le sue dichiarazioni statistiche ci incoraggiano dato che in campagna elettorale era certo di una vittoria al primo turno … a buon intenditor poche parole. Le auguro un buon relax estivo e la invito a farsi una passeggiata spensierata per la nostra Tarquinia il 25, 26 e 27 agosto così da assaporare il gusto del Divino Etrusco»

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