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Acqua, ancora un weekend di disagi

Acqua, ancora un weekend di disagi

Diversi i quartieri a secco. La diminuzione di portata dei vari acquedotti si è fatta sentire 

CIVITAVECCHIA – Ancora un weekend di disagi sul fronte idrico. Borgo Odescalchi, Campo dell’Oro alta, zona Uliveto e piazzale Torraca, San LIborio, Boccelle, via Buonarroti. Un copione già scritto e che purtroppo si ripete da mesi in città, con rubinetti a secco e zona lasciate senza acqua; un problema che, in questi giorni di caldo torrido, è ancora più grave per le tante famiglie costrette a fare la scorta o contattare il Comune, sperando nell’intervento dell’autobotte.   

La diminuzione di portata dei diversi acquedotti che servono la città si è fatta sentire, in alcuni casi già al mattino, in altri nel corso della giornata stessa. Acea, come spiegato dall’assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Ceccarelli, è partita con 140 l/s di sabato mattino che si sono ridotti a 35 l/s alle 14. Nuovo Mignone stabile sui 70 – 75 l/s. Buono l’apporto del Medio Tirreno con i suoi 120 l/s Medio Tirreno, mentre l’Oriolo non riesce a garantire la normale erogazione per un guasto in via di riparazione. “Santa Lucia – ha aggiunto Ceccarelli – ha un consumo pro-capite sballato. Attenzione alle irrigazioni”. 

La situazione, come confermato già nei giorni scorsi dallo stesso assessore e dal sindaco Antonio Cozzolino, è piuttosto critica e non sembra migliorare, anche per la prolungata siccità ed assenza di piogge in tutta la zona.  

E c’è chi ormai, dopo mesi, non tollera più questa situazione. È il caso ad esempio dei residenti di via XXV Aprile, che si sono rivolti direttamente al Sindaco per cercare di avere qualche risposta in merito ai quotidiani problemi di approvvigionamento idrico. “Da maggio siamo costretti a subire l’erogazione idrica a singhiozzo – hanno spiegato – con in flusso talmente scarso che è difficile anche lavarsi le mani; questo accade nelle ore diurne, mentre assistiamo alla totale sospensione del servizio dalle 18 fino alla mattina alle 8. Non abbiamo acqua calda, poiché l’erogazione, quando avviene, è talmente scarsa che la caldaia non riesce ad avere la pressione necessaria per scaldarla. Il tutto senza mai essere stati avvertiti da nessuno circa i tempi e le modalità del ripristino. È impossibile attendere alle normali esigenze di vita sopratutto in queste condizioni di calura estrema”. Una situazione che va avanti da mesi, con persone anziane che difficilmente possono recarsi alla fontanelle per fare scorta di acqua e che non riescono neanche a farsi una doccia. “A dicembre cosa accadrà? – si chiedono ancora i residenti –  ci verrà chiesto di pagare un servizio che non abbiamo avuto? Speriamo che intanto, qualcuno, possa darci lumi su una situazione assurda in relazione alla quale, tra l’ altro,non siamo mai stati informati e che abbiamo solo dovuto subire”.

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