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Il Pincio confronta le spese attuali con le passate amministrazioni. Angeloni replica: "Ero il professionista meno pagato d'Italia"

Il Pincio confronta le spese attuali con le passate amministrazioni. Angeloni replica: "Ero il professionista meno pagato d'Italia"

Cozzolino dettaglia le spese di gestione della sua amministrazione, specificando le differenze con il passato. Angeloni (Pd) replica "Io pagato da portavoce meno di quanto dovessi. Quanto speso per Micchi?" 

Siamo i campioni del risparmio. Potrebbe sintetizzarsi così la lunghissima nota con la quale il Sindaco Cozzolino ha dettagliato i costi della sua amministrazione, paragonata alle giunte che l’hanno preceduta.

Dopo la presentazione della mozione per la riduzione dei costi della politica presentata dai consiglieri comunali Mecozzi e Guerrini (mozione che lo stesso Cozzolino sottolinea “non è stata più discussa”) il Pincio dettaglia le spese comunali.

Si parte dalle autoblu ridotte da 3 a una, dalla spesa per gli articoli 90 (collaboratori diretti del sindaco) diventati solamente 2 full time ed un part time.

“Quando Mecozzi era in maggioranza con Moscherini sindaco – dichiara il sindaco – si sono spesi 609.036,23 euro, per l’anno 2011 673.736,01. Più di 10 volte di quanto si spende oggi. Quando invece Mecozzi era in maggioranza, stavolta insieme a Guerrini, con Tidei sindaco, le spese per noi contribuenti erano ben minori rispetto all’era Moscherini, per un totale di 166.321,85 euro pagati nel 2013”.

Nella lunga nota si parla poi dei due articoli 110 (incarichi dirigenziali) affidati dalla Giunta Cozzolino. “

Sono una figura prevista dalla legge.  “Nell’era Moscherini, le figure dirigenziali erano 14 (calcolando sia quelle esterne che quelle interne), c’era un direttore generale senza laurea alla modica cifra di 121.294,76 euro, pratica condannata dalla Corte dei Conti, ed una spesa fuori controllo per un totale di circa un milione e 350 mila euro, prendendo come riferimento il 2010.
Con Tidei le figure erano 3: il sig. “un caffè al giorno per ogni civitavecchiese”, Fabio Angeloni, 50mila euro l’anno di incarico per fare da portavoce, più il capo di gabinetto De Felici ed il dirigenti ai lavori pubblici Ermanno Mencarelli. Queste nomine finirono sui giornali locali perchè, cosa segnalata da un esposto, queste assunzioni inizialmente erano state fatte senza l’obbligatoria evidenza pubblica.
Tidei fu costretto a rimuovere dall’incarico i signori sopra citati e fare una gara pubblica per i due ruoli da dirigente. Indovinate un po’ chi li vinse? Guarda caso gli stessi De Felici e Mencarelli! Coincidenze curiose.
Nel 2010, era Moscherini, per gli art. 110 si sono spesi 316.983,13 euro.
Nel 2013, era Tidei, per gli art. 110 si sono spesi 262.434,94 euro.
Nel 2015, sotto la mia amministrazione, si sono spesi 165.148,467 euro. La metà di Moscherini, il 30% in meno circa rispetto a Tidei”.

Infine Cozzolino chiude con il netto abbattimento delle spese di rappresentanza “Abbiamo anche evitato banchetti faraonici e spese di rappresentanza per eventi istituzionali”, spese telefoniche (“ad oggi tutti gli assessori, ed ovviamente anche gli articoli 90, non hanno un cellulare di servizio ma usano quello personale” e le spese per le commissioni consiliari  (Ad oggi l’attività consiliare costa quasi la metà rispetto a Moscherini, poco meno rispetto a Tidei”.

Cozzolino conclude sottolineando la sua posizione personale “prima di fare il Sindaco facevo l’ingegnere informatico. Guadagnavo circa 33 mila euro netti l’anno, come si può evincere dal sito internet del Comune. Oggi guadagno, per avere responsabilità enormi, circa 30 mila euro netti l’anno. Ossia circa 3 mila euro in meno l’anno”.
 

La nota del sindaco vede la replica piccata del citato Fabio Angeloni, portavoce del sindaco Tidei con un incarico di circa 50 mila euro l’anno. “In Italia ero il giornalista professionista assunto come portavoce  meno pagato tra tutti i colleghi. E visto che il lungo sproloquio non è farina del suo sacco sarei propenso a concludere che gli articoli 90 assunti da lui cadono su elementari divisioni e gli procurano brutte figure spinti da istinti eccessivamente servili. Ma parlando di spese della politica, come si fa a dimenticare il caso Micchi i suoi 150 mila euro l’anno e i suoi viaggi in porche ore autorizzati dal sindaco che hanno attirato l attenzione della Responsabile alla legalità  rimasta inascoltata visto che non è stata avviata nessuna azione di recupero a difesa del Comune”.

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