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L’invasione dei parcheggi

L’invasione dei parcheggi

Fiumicino. Così come per la cartellonistica, c’è una zona d’ombra che danneggia gli esercizi regolari. In estate si moltiplicano le strutture per ricoverare le auto: chi controlla i permessi?. Presi d’assalto e utilizzati anche i posti di palestre o istituti scolastici chiusi

di ANGELO PERFETTI

FIUMICINO – In piena estate spuntano come funghi. Parliamo dei parcheggi a pagamento, lunga sosta, a servizio di chi vuole partire per le vacanze. Rispetto all’inverno, dove è ben visibile chi è autorizzato, si trovano distese intere di automobili piazzate un po’ ogni dove. E se la sistemazione in aree private andrebbe comunque controllata dalle forze preposte, in primis la Polizia municipale, dovrebbero essere ancor più controllati i parcheggi pubblici, trasformati in aree lunga sosta ad uso e consumo di chi ci lucra sopra. Troviamo quindi parcheggi scolastici strapieni come durante i colloqui con i professori, parcheggi di palestre chiuse per ferie inesorabilmente sold-out, appezzamenti di terreno – in particolare nella zona di via Redipuglia – che con una grossolana tagliata al prato si sono trasformati in mega parcheggi, con la paglia secca sotto le ruote delle auto. La domanda di fondo è: chi controlla? Chi verifica se esistono tutte le autorizzazioni di competenza? Chi guarda se le norme di sicurezza sono rispettate? Certamente alcune della attività che abbiamo citato sono assolutamente in regola, ma è proprio per questo che vanno fatti i controlli. Chi è in regola non ha nulla da temere, viceversa chi è abusivo non deve essere «lasciato in pace», quesnto a vantaggio proprio degli onesti.Quello dei parcheggi è solo l’ultimo anello di una catena di attività “fai da te” che vanno a danneggiare le oneste attività del territorio che pagano le tasse; e che così sono cornute e mazziate.Oltre ai parcheggi possiamo parlare della cartellonistica su via dell’Aeroporto e via della Scafa, in alcuni casi in evidente scostamento dalla legge vigente (per le misure, ad esempio) sulle quali però nessuno interviene.O p ssiamo parlare dei venditori ambulanti, dalle mimose dell’8 marzo agli asciugamani d’estate sulle spiagge. Anche qui nessuno controlla, tanto potrebbe venire da pensare che ci sia una strategia per far finta di non vedere. Non è una questione di pignoleria né di razzismo, non conta chi fa cosa, conta come lo fa: se è in regola ben venga, altrimenti è concorrenza sleale, che porta le attività alla crisi, con successiva perdita di posti lavoro. Le regole, se ci sono, devono valere per tutti. Ma per davvero.

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