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D'Antò: "Sul Padellone c'è stata ferocia politica"

Vespaio di polemiche dopo il sequestro del tradizionale Padellone di Civitavecchia. L'assessore alla cultura e turismo D'Antò si smarca e accusa le opposizioni di ferocia politica.

Vespaio di polemiche dopo il sequestro del tradizionale Padellone di Civitavecchia. L'assessore alla cultura e turismo D'Antò si smarca e accusa le opposizioni di ferocia politica.

L’assessore al commercio e al turismo Enzo D’Antò prende parola attraverso la sua pagina Facebook su quanto accaduto alla Marina. Il sequestro del Padellone, storico simbolo della tradizione locale ha infatti portato ad inevitabili critiche.

Critiche che D’Antò rimanda al mittente accusando un grave clima di “ferocia politica”.

“Sono state sequestrate le strutture del Padellone perché la conduttura che portava le acque reflue alle fogne era stata interrotta per cause ancora da accertare. Tante menzogne sono state divulgate, come lo sversamento d’olio, un probabile disastro ambientale, mancanza di licenze per la somministrazione. Tutte queste illazioni messe in giro, anche con un certo grado di soddisfazione, danno il senso della ferocia che anima la vita politica di questa città. Nessuno ha perso l’occasione per attaccare l’amministrazione, senza pensare al momento di difficoltà che un gruppo di commercianti civitavecchiesi sta affrontando in questo momento. Le installazioni erano state autorizzate perché conformi alla norma”.

D’Antò è sicuro dell’innocenza dei gestori e anzi pensa ai loro investimenti.

“Oggi questi ragazzi si trovano a lottare contro i problemi causati da motivazioni che sono in corso d’accertamento, con i problemi economici che ne deriveranno, ma soprattutto contro un accanimento mediatico che ha l’unico obiettivo di screditare l’Amministrazione passando sulla pelle di chi si è messo in gioco, senza alcuna pietà. La corsa al governo non ha prezzo. Si sta tentando anche di coinvolgere i ristoratori in questa aggressione violenta perché allo stand del Padellone, come successo negli ultimi anni (almeno dal 2012) si vendevano anche altre pietanze”.

L’assessore spiega poi che lo street food è stato annullato, ma non per motivi legati al sequestro del padellone.

“In realtà il primo street food organizzato dai commercianti a corso Centocelle è stato annullato dagli stessi organizzatori che i commercianti avevano contattato. Quello che si sarebbe dovuto svolgere al Viale Garibaldi (e non a Piazza della Vita) è stato annullato perché gli organizzatori non potevano soddisfare i requisiti minimi di sicurezza richiesti dalla Prefettura. Ovviamente visti i recenti avvenimenti non si è potuto soprassedere su quelli che sono considerati requisiti minimi”.

Sull’accaduto sono intervenuti anche Forza Italia per bocca di Frascarelli: “L’amministrazione dovrebbe comprendere una volta per tutte che sono loro a rappresentare il manico del “padellone”, avendo l’onere del controllo ogni qualvolta deliberano e non si può più accettare il gioco “delle tre carte” al cospetto di una città ridotta ai minimi termini. Gli attenti censori, nelle vesti di oppositori, sono ormai divenuti disastrosi amministratori. E quello odierno non è che il loro ennesimo, indecoroso fallimento” ed il partito democratico con Giannini: “E’ vero che la s.r.l. La Rosa Multiservizi e la As Gin Civitavecchia, con semplice delega, hanno sub concesso gli eventi per i quali erano stati selezionati( compreso il Padellone ) dal 3 agosto al 31 agosto alla società On Air?

Se è vero, a chi l’Amministrazione avrebbe concesso la proroga del Padellone negata poi dalle forze dell’ordine?

E’ corretto affidare e/o subconcedere alla stessa azienda affidataria dei servizi accessori, la società On Air, la gestione delle manifestazioni estive proposte precedentemente da altri soggetti a seguito di avviso pubblico? Confidiamo che i Paladini della legalità rispondano quanto prima”.

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