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Al rione Madonna dei Canneti la coppa con il carro ''The Beatles''

Al rione Madonna dei Canneti la coppa con il carro ''The Beatles''

La sfilata dei carri allegorici chiude la 56esima edizione della Sagra dell’Uva e del Vino

di TONI MORETTI

CERVETERI – Conquista la coppa della 56^ edizione della Sagra dell’Uva e del Vino dei Colli Cerite il rione Madonna Dei Canneti con il carro ‘The Beatles’. Questa edizione, senza alcun timore di sbagliare, si può dire che è stata la sagra dei rioni. Una edizione di basso profilo, organizzata in forma ansimante e distratta da una Pro Loco preoccupata, chissà, forse dal budget  che si mormora sia stato risicato e più esiguo delle passate e dizioni. La preoccupazione si leggeva in faccia ai noti via vai-isti, che vanno avanti indietro per la piazza Aldo Moro, quest’anno completamente occupata da decine e decine di tavoli dotati di sedute alla fratino, collettive, posizionate in maniera diciamo pure “ indecente” di fronte al palco adibito per  gli spettacoli di intrattenimento. Tavoli serviti in esclusiva dallo stand gastronomico gestito in proprio dalla Pro Loco, ente organizzatore e concessionario esclusivo di tutti gli spazi pubblici affittati agli ambulanti, il cui numero di adesioni, quest’anno, è stato circa della metà del precedente. Quest’anno infatti, più che di sagra dell’uva, si sarebbe potuto parlare di sagra del “maiale” tanto era l’odore diffuso del povero animale arrostito sotto forma di porchetta, salsicce e bracciole. A dare la svolta e a ridare un senso ad una festa di sano divertimento, recupero della creatività e quant’altro sono stati i rioni che con le loro cene si sono finanziati durante l’anno e hanno messo su dei carri allegorici, a loro spese e con il duro lavoro di centinaia di volontarie e volontari. La sfilata dei carri, è stato il momento più atteso. E’ stata aperta come da tradizione dal complesso Bandistico Caerite diretto dal maestro Augusto Travagliati. Tutti i carri erano di ottima fattura e di grande creatività ma i due che hanno fatto la differenza sono stati quelli del rione Casaccia Vignola con la riproduzione del loro vaso di Eufronio e degli usi della gente Etrusca e quello che per creatività, fattezza organizzativa, studio dei particolari, interpretazione degli oltre centocinquanta figuranti è stato  allestito dal rione Madonna dei Canneti col suo carro sui Beatles. Ci dice Marina Ricci Bitti, direttrice di una corale che si propone anche come scuola che ha lo stesso nome, che ha presentato i contenuti del carro con enfasi e passione che gli ha consentito di abbandonare un testo scritto e di parlare a braccio, come fosse una ricetta di una pietanza che conosceva a memoria. I Beatles come momento di inizio di una rivoluzione che è iniziata con la musica, coi testi che inneggiavano alla pace in un momento in cui era in atto la guerra, quella guerra che sembra gli uomini non possano fare a meno, tra Davide e Golia, tra il Vietnam ed il colosso americano. Ed in quel carro era rappresentato tutto ciò che è avvenuto in quegli anni: il movimento hippy e i suoi colorati figli dei fiori che inneggiavano all’amore e non alla guerra, e il movimento femminista, come riscatto e rispetto della dignità di genere e tutti i simboli che hanno fatto un’epoca, ella stessa, coinvolge il pubblico cantando a squarciagola: “Siamo donne, oltre le gambe c’è di più”.
E poi il Maggiolone, il pulmino Volkswagen, il vespino special e perla delle perle, la riproduzione degli strumenti esposti a Liverpool nel museo dedicato ai Beatles. 
Meritatissimo primo premio e grandissima la soddisfazione del presidente Luigi D’annunzi  e del socio del direttivo Emanuele Parroccini che la condividono con tutto il rione di Madonna dei Canneti e con tutti coloro che hanno realizzato il carro con un grande lavoro manuale dagli abiti agli elementi infrastrutturali.  

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