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Acqua non potabile nelle zone rurali

Acqua non potabile nelle zone rurali

Ordinanza del sindaco Pietro Mencarini alla luce dei risultati forniti dalla Asl sull’arsenico. Divieto di utilizzo per il consumo umano fino alla cessazione dell’emergenza

TARQUINIA – Torna l’incubo dell’eccessiva presenza di arsenico nell’acqua di Tarquinia. Il sindaco Pietro Mencarini sabato ha disposto l’ordinanza di divieto dell’utilizzo di acqua per il consumo umano nelle zone rurali di Pantano, Farnesiana e Montericcio, oltre che per le zone Pian di Spille, Spinicci e Darsena, con prescrizione d’uso riservato all’igiene domestica ed agli impianti tecnologici ‘‘fino a cessata emergenza’’. Il tutto perché, a seguito delle analisi effettuate dalla Asl lo scorso 17 agosto e comunicate al Comune in una nota del 23 agosto, la concentrazione di arsenico lungo la rete di Pantano è di 16 microgrammi per litro, alla Darsena 13 µg/l, a Pian di Spille e Spinicci 14 µg/l: valore oltre il limite fissato per legge a 10 µg/l. In base alla delibera e alle spiegazioni richieste lo scorso 25 agosto dal Comune alla Talete spa , dall’anno scorso gestore del servizio idrico della città etrusca, la motivazione alla base dell’ordinanza sindacale è legata ai valori eccessivamente alti di arsenico a causa di alcuni guasti verificatisi nella fonte di attingimento che normalmente rifornisce la rete idrica di Tarquinia e che “hanno reso necessaria l’alimentazione attraverso altre fonti idriche d’emergenza”.Da qui il “provvedimento cautelativo, contingibile e urgente di non potabilità dell’acqua’’ a firma del primo cittadino fino a cessata emergenza “a tutela della salute pubblica e in conformità con le indicazioni previste dalla normativa vigente. Intanto c’è chi solleva perplessità sulla legittimità del pagamento della tariffa idrica considerata la situazione critica attuale.

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