Pubblicato il

Il lago ben al di sotto del livello minimo degli ultimi novantasei anni

Non termina l’agonia alla vigilia del razionamento dell’acqua di Acea

Non termina l’agonia alla vigilia del razionamento dell’acqua di Acea

di ELICE RANIERI

 

BRACCIANO – Trentasette centimetri sotto il livello minimo degli ultimi 96 anni. Lo certifica il Parco di Bracciano-Martignano. Non termina l’agonia del lago alla vigilia del razionamento acqua per Roma e Fiumicino annunciata da Acea. La querelle è aperta. Se Acea può, nonostante le proteste, continuare a prelevare 400 litri al secondo in base alla disposizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, non è dato di sapere se Roma, ed in particolare i piani alti, resteranno senz’acqua la notte. La ministra Lorenzin non ci sta, il Codacons diffida Acea per violenza privata. Mentre il Noe il 29 agosto procedeva sul lago al sequestro di venti impianti che sarebbero privi di autorizzazione l’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici caro al ministro Galletti discuteva del lago. In quella sede, dopo l’annuncio choc per i romani, Acea Ato 2 ha affermato che dal 12 agosto ha sospeso i prelievi dal ago per riprenderli presumibilmente dal 1° settembre ed attuando progressivamente la riduzione di pressione a Roma e Fiumicino la notte. Il Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale di Bracciano-Martignano non sta a guardare e in vista di altre azioni di carattere legale commenta” che la Procura di Civitavecchia non ha avuto remore nel sequestrare gli impianti dei 20 captatori, mentre non ha inteso fino ad ora sequestrare gli impianti di ACEA, che ha captato milioni di metri cubi di acqua, superando di molto i limiti posti dalla concessione che la autorizza ad emungere dal lago. Sulla sospensione dei prelievi osserva “ACEA ha dichiarato di non avere prelevato acqua a partire dall’11 agosto scorso. Delle due l’una: o ACEA e Roma Capitale hanno mentito quando hanno impugnato l’ordinanza chiedendone la sospensione sul presupposto che le limitazioni poste per il mese di agosto avrebbero comportato la necessità di disporre turnazioni, con conseguenti rischi per la salute dei romani, oppure ACEA ha continuato (e continua) a prelevare acqua (e chissà quanta) a dispetto di quanto dice. Si consideri, inoltre, che nel ricorso avverso la prima ordinanza della Regione Lazio, quella che disponeva lo stop completo delle captazioni (poi inspiegabilmente e colpevolmente modificata dalla Regione stessa), ACEA aveva sostenuto di non poter fermare le captazioni perché ciò avrebbe provocato danni a tutto l’impianto e la rete idrica. Quanto tempo – chiede il Comitato – dovrà ancora passare prima che le istituzioni tutte prendano coscienza di essere prese in giro?».

Anche il Parco commenta le novità. “Dopo aver consegnato uno studio condotto dall’Ufficio Naturalistico e aggiornato al 10 agosto 2017 sullo stato di conservazione degli habitat presenti nella Zona Speciale di Conservazione «Lago di Bracciano» (IT IT6030010), il parco ha sollecitato all’ISPRA con l’urgenza di cui necessita la situazione attuale, la trasmissione ufficiale della relazione contenente gli esiti dei sopralluoghi effettuati congiuntamente il 27 luglio e il 28 agosto lungo le sponde del Lago di Bracciano”.

Ed ancora “Alla luce degli ultimi sviluppi – commentano dal Parco – è quantomeno surreale pensare di creare un collegamento tra la situazione e le venti captazioni oggetto di indagine. A titolo esemplificativo, una captazione di 1100 litri al secondo, come quella media dichiarata da Acea nel 2016, comporterebbe, da sola, una diminuzione di livello di circa 60cm ogni anno».

ULTIME NEWS