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Partecipate, piombano i vigili a casa dei dipendenti

Partecipate, piombano i vigili a casa dei dipendenti

Lettere di  Città pulita per la convocazione in commissione consegnate dalla Polizia locale e lette in mezzo alla strada. Una lavoratrice: "È un fatto vergognoso, andremo a sporgere denuncia in Procura"

CIVITAVECCHIA – La vicenda partecipate continua a far discutere dopo che la Polizia locale è stata inviata a notificare le lettere di Città pulita ai dipendenti, leggendo il contenuto ad alta voce.

È proprio una dipendente a gridare il suo sdegno per il trattamento ricevuto: “È un fatto vergognoso – ha detto – mi hanno chiesto di scendere in strada dove ho trovato due pattuglie dei vigili urbani  che mi chiedono se ho portato un documento per essere identificata”.

Una storia surreale con una delle macchine accostata al bordo della strada con il bagagliaio aperto. Gli agenti della Polizia locale hanno mostrato la busta del comune di Civitavecchia e hanno spiegato alla donna che erano li per notificarne il contenuto. È proprio qui che la vicenda si fa ancora più assurda, tra passanti stupefatti e curiosi che si fermano a guardare l’episodio una vigilessa apre la busta, racconta la donna, dicendo che era necessario perché doveva essere sicura dell’avvenuta notifica.

“Non ne ho compreso il motivo – spiega la dipendente – visto che sulla busta c’erano il mio nome, cognome e indirizzo. Ha iniziato a leggere ad alta voce il contenuto della lettera di Città pulita a firma del liquidatore Micchi sulla convocazione di fronte alla commissione tecnica paritetica il 31 mattina”.

Nell’ultimo capoverso della lettere si fa riferimento a questa come all’ultima convocazione, quasi come una minaccia.

“È stata una situazione umiliante e un fatto grave: si è andati a violare la corrispondenza privata tra un dipendente ed il datore di lavoro e lo stanno facendo con tutti – ha aggiunto la dipendente – anche a chi era già stata consegnata la convocazione. Andremo a sporgere denuncia alla Procura della Repubblica con avvocati e sindacati – ha concluso – questa è intimidazione”.

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