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Acp: ''Le proroghe alla Gesam non convincono''

Acp: ''Le proroghe alla Gesam non convincono''

Presa di posizione dei dirigenti di ‘‘Un’Altra città è possibile’’

di GIAMPIERO BALDI

S. MARINELLA – I dirigenti della lista civica ‘‘Un’Altra Città è Possibile’’ contestano le parole esternate dal sindaco Roberto Bacheca in merito all’interrogazione presentata dalle minoranze sulle continue proroghe concesse alla Gesam, la società che ha in appalto il servizio di raccolta differenziata. Le motivazioni lette personalmente da Bacheca sulle proroghe alla Gesam – dicono i responsabili di Acp – non convincono per niente. Anzi, fra quello che sta scritto nella delibera che ha approvato il nuovo bando per l’igiene urbana e quello che il sindaco ha detto in consiglio comunale, c’è una contraddizione così grossa da svelare definitivamente la scorrettezza dell’amministrazione Bacheca nonché la responsabilità dei consiglieri che lo tengono in piedi. La prima proroga alla Gesam e di conseguenza tutte le altre, cominciano quando l’amministrazione vota in ritardo il testo del nuovo bando, esattamente un mese prima della scadenza del contratto Gesam. A quel punto sarebbe stato matematicamente impossibile concludere tutte le procedure per assegnare il nuovo contratto. Proprio in quelle settimane è cambiata la legge nazionale sugli appalti che, secondo Bacheca, avrebbe generato i successivi ritardi burocratici. Poiché questi ritardi non ci sarebbero stati se la giunta avesse approvato per tempo il capitolato del nuovo bando, perché lo ha fatto solo a gennaio 2016? Il progetto definitivo elaborato da una ditta specializzata e concordato con l’amministrazione era pronto ed è stato protocollato a novembre 2015, annunciato come un bando molto migliorativo rispetto al servizio». «Perché allora i due mesi di ritardo? – si domandano da Acp – la delibera che ha approvato il bando e l’ordinanza della prima proroga firmata dal sindaco lo giustificano con le identiche parole dopo la sua consegna il 16 novembre 2015. Poiché alla minoranza tali riunioni consultive non sono state notificate, le sostituzioni e integrazioni non sono state comunicate né formalizzate, non sono stati pubblicati, né si conoscono atti relativi a queste modifiche e sostituzioni che avrebbero determinato due mesi di stallo nella pubblicazione del nuovo bando. Ebbene, la lunga risposta all’interrogazione letta dal sindaco, ha omesso completamente queste risposte, fino alla frase finale che sconfessa completamente delibera e ordinanza rispetto al progetto protocollato a novembre, il bando non ha apportato modifiche. Torniamo a ripetere che è stata la stessa maggioranza a sottolineare quali saranno le novità del nuovo bando e cioè che migliorerà il servizio porta a porta, ridurrà ancora i rifiuti indifferenziati, eliminerà le campane stradali, permetterà una pulizia più capillare delle strade e soprattutto capillari controlli su cittadini e ditta”. “Sono queste le promesse che ci hanno fatto e allora perché non si sbrigano – si chiede Un’Altra Città è Possibile – nella sua risposta il sindaco ha riportato le solite scuse, la maggioranza non ha colpa, la colpa è degli uffici. C’è il piccolo particolare, che in un Comune gli uffici dipendono dalla maggioranza che governa».

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