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Denunce e appelli. Il futuro di Csp appeso al mantenimento dei livelli

Denunce e appelli. Il futuro di Csp appeso al mantenimento dei livelli

I lavoratori pubblicano le denunce fatte ai Carabinieri. I sindacati si appellano al buon senso dell'amministratore della nuova municipalizzata Csp De Leva. Il destino della società appeso al mantenimento dei livelli dei dipendenti

Le querele ci sono, eccome. Risolto il piccolo giallo intorno alle denunce ed alla indagine, avviata dai Carabinieri, sulla ipotesi di estorsione nei confronti di Micchi, Savignani e Cozzolino. Alcuni dipendenti le hanno addirittura pubblicate sgombrando il campo da qualsiasi dubbio. D’altra parte, in assenza di querele, seppure ben documentate, non si sarebbe spiegato l’intervento in forze ieri dei Carabinieri nella stanza del Sindaco. Così come non avrebbe avuto senso la massiccia acquisizione di atti (le lettere ricevute dai dipendenti) e di testimonianze. Certo l’intervento di ieri, aveva verosimilmente l’obiettivo di acquisire informazioni su quanto stava accadendo al Pincio e che appariva a molti profondamente irregolare. Non c’era l’obiettivo di accertare «in flagranza» alcun reato, che – se ci è stato – era già stato commesso nel corso delle ultime settimane. Lo stabilirà la Magistratura. Al di là della rilevanza penale dei fatti, è certo che la procedura adottata per il trasferimento del personale continua a destare sempre più gravi perplessità. La Legge disciplina puntualmente il trasferimento del personale. L’art. 2112 prevede infatti il mantenimento di tutti i diritti acquisiti presso il cedente anche presso il cessionario. Anche in caso di «deroga» all’art. 2112, non può incidersi in alcun modo sui diritti acquisiti (retribuzione, ferie, ecc.), se non attraverso una conciliazione volontaria individuale, definita in «sede protetta», secondo quanto stabilito dall’art. 410-411 del c.p.c. E’ fin troppo evidente che – come segnalato da Massimiliano Grasso,  capogruppo della Svolta in consiglio comunale – la conciliazione volontaria non può essere «estorta». Insomma non può dirsi: «chi non firma è fuori», come avrebbe detto sostanzialmente il Sindaco in un audio messaggio, oggi in possesso degli inquirenti, dopo che il suo destinatario, ossia il consigliere Righetti/dipendente di Città Pulita, lo avrebbe girato ai suoi colleghi per fargli sentire la linea da seguire direttamente dalla autorevole voce del Sindaco. Certamente si tratta di una grave irregolarità, forse – questo lo stabilirà, come detto, la Magistratura – di un reato. Mentre i giudici amministrativi, secondo quello che sarebbe l’orientamento di alcuni creditori che attendono la pubblicazione della delibera del consiglio comunale di mercoledì scorso, potrebbero dover decidere sulla legittimità o meno del passaggio dei servizi a Csp. Per il voto e la presenza decisiva dello stesso Righetti in Consiglio con il suo «possibile» conflitto di interessi. Sta di fatto che il primo giorno di effettivo lavoro della CSP, verrà ricordato forse come la fine della stessa società. E’ certo, infatti, che i ventuno dipendenti che hanno denunciato i fatti in sede penale, non avranno problemi a citare la CSP in sede civile. Anzi probabilmente, le cause da affrontare per de Leva saranno molto più numerose. Partire con 20,30 o 40 cause del lavoro, significa di fatto la fine di CSP. La società, con 10.000 euro di capitale, già al 31 dicembre prossimo, con le spese legali da affrontare e gli accantonamenti prudenziali avrà una perdita che supererà il capitale. Insomma a marzo/aprile con il primo bilancio – qualora dovesse insistersi su questa strada – la CSP potrebbe rischiare di essere nuovamente in liquidazione, come e peggio della HCS. Dalle prime parole di De Leva, appare però aprirsi uno spiraglio per il salvataggio della Giunta, paradossalmente autrice di tale pasticcio. De Leva sembra infatti essersi reso conto che la procedura (fortemente voluta da amministrazione e CGIL) è certamente irregolare. Sua intenzione sembra quella di provvedere al passaggio di tutti i dipendenti. Presto verranno cancellati gli effetti anche delle conciliazioni estorte ai dipendenti, in modo da evitare i  contenziosi che si prospettano e che, come detto, hanno grandissima probabilità di vedere soccombere pesantemente la società. Solo il tempo saprà raccontarci meglio questa storia con il suo esito che grava su tutta la città.

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