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"È un principio di giustizia"

"È un principio di giustizia"

Lo dice Giuseppe Zito per il recupero coercitivo del credito comunale affidato all’Agenzia delle Entrate . Il vicesindaco rassicura sul lavoro che comunque continuerà a fare l’ufficio tributi per il recupero bonario; prima che il credito arrivi alla fase di interesse dell’Agenzia passeranno almeno due anni

di TONI MORETTI

CERVETERI – E’ doveroso risalire alla fonte per trovare opportune delucidazioni, per chi non avesse ancora chiare le idee, sulla necessità palesata nel consiglio comunale di martedì, di affidare la riscossione coattiva dei crediti del comune, cioè quelle somme che l’ente vanta nei confronti di cittadini che in qualche modo, tardando i pagamenti dovuti, per tributi o sanzioni, sono arrivati9 al punto che nei loro confronti bisogna procedere , come per legge, con atti giudiziari e per la salvaguardia e per avere possibilità di esigere il credito. Rivolgiamo all’uopo alcune domande al presentatore della proposta, il vice sindaco e assessore al bilancio Giuseppe Zito, su alcuni punti che nonostante la relazione tenuta dallo stesso in consiglio, puntuale, chiara e precisa, hanno raggiunto telefonicamente la nostra redazione chiedendo ragguagli su punti rimasti loro oscuri e su eventuali meccanismi rimasti  che per personali evoluzioni di pensiero, vengono visti come catastrofici per l’associazione che gli stessi fanno dell’Agenzia delle Entrate con il sistema Equitalia. Giriamo all’assessore Zito la domanda più ricorrente.
Ma se non pago in tempo una rata dell’IMU, mi fermano subito la macchina?
«Bisogna premettere una cosa. Il provvedimento approvato parla di affidare all’Agenzia delle Entrate, un credito che entra nella fase coattiva della riscossione e cioè che risulta non estinto nonostante tutto il lavoro che il nostro ufficio tributi e i tentativi che lo stesso fa per esigerlo. Cioè, dal momento della scadenza non rispettata al punto del quale stiamo parlando, tra i solleciti e gli inviti in via bonaria dell’ufficio tributi passerà oltre un anno, durante il quale si potrebbe trovare una soluzione. Quando il credito entra in quella fase di legge in cui bisogna procedere ad una ingiunzione e a tutto ciò che ne segue, è in quella fase che scende in campo l’agenzia delle Entrate che seguirà la pratica con modalità altamente garantite, basti sapere che il presidente dell’agenzia sarà scelto dai giudici della Corte dei Conti, con un onere per l’ente, nettamente inferiore a quello che si dovrebbe sopportare per una gestione da parte di un privato. Gestire questa fase in proprio, attraverso l’ufficio tributi interno, è improponibile e per i tempi di implementazione del nuovo servizio, per l’impossibilità di assumere del personale che già così è insufficiente nonché sul piano pratico, bisognerebbe ricorrere ad un Ufficiale Giudiziario convenzionato. A conti fatti, la disponibilità che offre l’Agenzia delle Entrate, che viene liquidata con una percentuale sulle somme incassate, e le garanzie che essa offre è risultata la forma più conveniente».  
Ma c’è gente che proprio non ce la fa, non lo fa per cattiva volontà. Come si regolerà il comune con questi soggetti?
«C’è un concetto che deve essere rispettato. Che le tasse devono pagarle tutti è un principio di  giustizia che va rispettato creando per tutti le stesse condizioni. Detto questo, poi ci sono diversi livelli di intervento per altre questioni. Con il provvedimento di cui si parla, noi abbiamo creato una possibilità di riscuotere quanto al comune è dovuto con un sistema equo nelle condizioni per tutti e ad un costo tra i più bassi con le maggiori garanzie.  Al di là delle speculazioni politiche, spesso demagogiche, ventilate da alcuni dell’opposizione, sul piano politico, portare a soluzione con un sistema garantito un problema  che la legge obbliga a risolvere salvo incorrere in ipotesi  di procurato danno erariale e risolverlo su un criterio di condizione di equità, penso sia politicamente ineccepibile“.
Questo sistema influirà positivamente sul patto di stabilità?
«Non nell’immediato. Ma se si pensa che oggi in bilancio bisogna sostenere un fondo a garanzia dei crediti che comprime la capacità di spesa per effetto del patto di stabilità, si presuppone che in un futuro abbastanza prossimo gli effetti si sentiranno».
 

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