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Csp, l’amministrazione esulta

Csp, l’amministrazione esulta

I pentastellati commentano con soddisfazione l'approvazione in consiglio comunale dei contratti di servizio della nuova società e puntano il dito contro Riccetti: "Assenza ingiustificata"

CIVITAVECCHIA – “Questa amministrazione con coraggio e determinazione sta portando a compimento una procedura che mai è stata fatta al comune di Civitavecchia”. È il commento dell’amministrazione grillina in merito alla vicenda Hcs – Csp.

“Nello scorso consiglio comunale – spiegano i pentastellati – sono stati approvati i contratti di servizio affidati alla Civitavecchia servizi pubblici srl che va a prendere il posto della Hcs e delle sot Argo, Città pulita e Ippocrate. Pertanto la nuova società partecipata entra nella piena operatività. Nei prossimi giorni verrà formalizzato l’atto dal notaio con il passaggio dei rami d’azienda e del personale dopodiché il nuovo amministratore Francesco De Leva inizierà ad avviare finalmente per la città una gestione virtuosa e funzionale dei servizi del comune per fornire adeguate risposte alle giuste richieste da parte dei cittadini di avere una città più pulita”.

Esulta l’amministrazione e punta il dito contro l’opposizione, senza rinunciare ad un ulteriore attacco al presidente del consiglio Alessandra Riccetti. “Durante tutta la discussione per l’opposizione erano presenti solo il consigliere Massimiliano Grasso ed il consigliere Marco Piendibene che sono usciti dall’aula durante il voto della delibera. Quest’ultimo ha anche sostituito – incalzano – Riccetti che si è improvvisamente assentata e non è più tornata senza giustificare pubblicamente la sua assenza, nonostante sia lautamente pagata per il suo incarico. Corre l’obbligo di dichiarare che questa delibera così importante alla fine delle 6 ore di consiglio comunale è stata votata esclusivamente dalla maggioranza con il sindaco ed il numero minimo di consiglieri perché l’atto fosse valido”.

I grillini concludono dicendo che i creditori potranno “vantare il 20% di credito che sarebbe stato nullo in caso di fallimento”. 

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