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Codacons: "I taxi civitavecchiesi svolgono un servizio pubblico?"

Codacons: "I taxi civitavecchiesi svolgono un servizio pubblico?"

Presa di posizione dell'associazione di tutela dei consumatori secondo cui le auto bianche civitavecchiesi si comporterebbero più da ncc che da tassisti. Partite le denunce

Il Codacons punta il dito contro i taxi di Civitavecchia. Le auto bianche (in realtà tutti i taxi civitavecchiesi sono da 7 o 9 posti proprio come gli Ncc) vengono attaccate dall’associazione a difesa dei consumatori per “il loro atteggiamento” che a detta del Codacons sarebbe “più simile a quello degli Ncc che a quello di un servizio pubblico quale sono”.

“I taxi locali, muniti di licenze regolarmente rilasciate dal Comune – spiega il Codacons – sembra che trascorrano le loro ore di servizio a fare corse sugli aeroporti romani o tour turistici nella capitale, mentre cittadini di Civitavecchia e crocieristi, che necessitano di un servizio dentro la città o verso il porto, sono costretti ad andare a piedi, spesso con grossi bagagli. Anche alla stazione ferroviaria – sostiene il Codacons – non c’è traccia di taxi nelle ore centrali del giorno, con gli stalli perennemente vuoti. C’è un numero di telefono dedicato, ma questo non è pubblicato in rete, né dalle cooperative di taxi, né dal Comune di Civitavecchia. Eppure sembrerebbe che questo ultimo paghi l’utenza per questo servizio, che, quindi, è a carico dei civitavecchiesi. È per questo che il Codacons ha inoltrato un’istanza agli uffici competenti del Comune, per conoscere gli atti, chiedere di verificare la non fruibilità del numero telefonico e del servizio urbano, e capire come si sia arrivati al punto di non poter usufruire di un servizio pubblico, cosa che, potrebbe sfociare in azioni disciplinari come la sospensione o la revoca delle licenze». Il Codacons punta il dito anche sulle licenze per disabili. «Va fatta luce, poiché, se si è ritenuto di istituire una Commissione consultiva sul servizio pubblico non di linea, non si capisce come mai per il rilascio di nuove licenze, non ci sia stato l’opportuno passaggio consultivo, in quanto certamente, l’autorizzazione, in quel caso sarebbe stata vincolata anche dal parere di chi rappresenta cittadini utenti del servizio». L’istanza è stata inoltrata alla Procura della Repubblica.

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