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Hcs-Csp al telegramma finale

Hcs-Csp al telegramma finale

Un telegramma dell'amministratore De Leva invita i lavoratori di Hcs che ancora non hanno firmato la conciliazione a dichiarare le proprie volontà sul passaggio alla nuova municipalizzata Csp. Nel telegramma si fa riferimento ad una presunta integrazione fatta nel 2019 e ad un accordo senza elementi retributivi. Refusi che lasciano intendere la velocità e la fretta degli amministratori nel chiudere la partita municipalizzate

Un telegramma di poche righe e con qualche errore. E’ quello che si sono visti arrivare circa trenta dipendenti di Hcs che ancora non hanno firmato la conciliazione volontaria per il passaggio alla nuova società municipalizzata Csp. Il telegramma firmato dal nuovo amministratore De Leva riporta la volontà della società di avvalersi delle prestazioni dei dipendenti destinatari del telegramma con un contratto senza indennità di mansione e «senza elementi retributivi». Un accordo senza elementi retributivi sembra intendersi senza stipendio ma dovrebbe essere un semplice refuso. Almeno questo è quello che ci auguriamo per i lavoratori di Hcs. Nel telegramma De Leva mette anche una deadline per il passaggio alla nuova Csp. Per passare alla nuova società si è infatti in tempo fino e non oltre domani. Entro la mezzanotte si dovrebbe annunciare il diniego scritto alla conciliazione volontaria qualora non si volesse entrare. Inoltre l’accordo stipulato sarebbe arrivato con integrazione fatta al 31 agosto 2019. Nel futuro. Altro refuso.

Il telegramma, probabilmente scritto velocemente, è l’ultimo atto dell’amministrazione comunale con il quale il Pincio cerca di far transitare tutti i lavoratori attraverso una conciliazione volontaria tra datori di lavoro e dipendenti nella quale ad alcuni lavoratori è stato chiesto di abbassarsi il livello occupazionale per abbattere i costi di gestione e ad altri è rimasto invece lo stesso contratto. Questo per rispettare l’organigramma creato dal Pincio.

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