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Generatio 90 getta la spugna: niente festa della Radica

L’associazione lamenta l’assenza di partecipazione «che è motivo e motore di ogni iniziativa»

L’associazione lamenta l’assenza di partecipazione «che è motivo e motore di ogni iniziativa»

di ROMINA MOSCONI

TOLFA – È stata annullata a Tolfa ‘’La festa della Radica 2017’’. I ragazzi di Generatio 90 che per 7 anni hanno dato vita a questo evento quest’anno hanno gettato la spugna e non faranno l’evento perché lamentano ‘’scarsa partecipazione’’. «L’associazione Generatio 90 è senza scopo di lucro e svolge un’intensa attività sul territorio dal 2011 e partecipa attivamente ad iniziative sociali, storico-culturali e ambientali – spiegano i membri di Generatio 90 – ogni attività viene svolta dai sui membri gratuitamente, con amore e sacrificio, con dispendio economico dedicando tempo, ferie e risorse proprie tralasciando inevitabilmente le cose a noi più care come la famiglia, il lavoro, le nostre passioni i nostri hobby e questo solo per amore del nostro territorio del nostro paese della nostra comunità. La gioia più grande per noi è adoperarci e realizzare un qualcosa da donare ai nostri concittadini, far rivivere le tradizioni, la cultura, fare sociale, impegnarci per lo sviluppo del territorio e trasmettere valori ai nostri figli affinché loro possano fare altrettanto un domani; ma gioia ancor più grande è vedere la partecipazione di tutti quei concittadini tolfetani per cui noi tanto ci impegniamo, affinché insieme si possano raggiungere questi obbiettivi».

«Purtroppo, – spiegano – e questo è un dato di fatto, nel nostro Comune da un po’ di tempo a questa parte manca quella partecipazione che è linfa vitale, motivo e motore di ogni iniziativa che ti permette di andare avanti, che è stimolo e che soprattutto è indice di vita comunitaria».

I giovani di Generatio 90 evidenziano poi: «Noi amiamo La Radica come amiamo le altre attività che svolgiamo ma malincuore non la faremo, con l’auspicio che a ognuno arrivi un messaggio che vada a risvegliare quei valori di appartenenza per la propria terra, la propria comunità, che assopisca le inutili lamentele e che invece risvegli partecipazione e unità, e che faccia capire e apprezzare il lavoro che svolgono gratuitamente quelle persone che donano un pezzo di loro stessi per la comunità».

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