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La lunga onda nera sul Tevere

La lunga onda nera sul Tevere

Fiumicino. Dopo il nubifragio sorpresa lungo il fiume: detriti, oli e carburante. Emergenza ambientale, cefali e carpe morti o boccheggianti 

FIUMICINO – «Qualcosa è successo. Qualcosa è senza dubbio accaduto al nostro fiume. L’acqua è nera, color della pece. A galla c’è di tutto, rami, canne, plastica. 
Pesci morti o che boccheggiano. E poi l’odore, puzza di fogna. Liquami puzzolenti e oleosi. Qualcuno dovrebbe indagare, accettare i fatti. Chi può approfondisca».
Sono le poche parole postate su facebook da Delegato del sindaco per il settore nautico, David Di Bianco, nel giorno del nubifragio, a testimoniare un problema segnalato in verità da più parti.
Il fiume Tevere ha portato alla foce migliaia di pesci morti o boccheggianti a pelo d’acqua, per lo più cefali o carpe, invischiati in sostanze oleose. Anche l’acqua che ha invaso le strade di Fiumicino era nauseabonda, con evidenti tracce di idrocarburi.
Un’emergenza nell’emergenza, che ha aggiunto ai problemi idrici e di allagamento di cantine e seminterrati quello del danno ambientale e del rischio – da verificare – anche per l’uomo. Per i pesci (e per l’ambiente) è stata una giornata tragica, e bisognerà capire le cause di ciò che è accaduto per evitare che si ripeta.

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