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Aeroporto, sulla quarta pista è scontro politico

Fiumicino. Dopo lo ‘‘strappo’’ col ministro Nencini e la polemica dell’on. Mario Baccini, il sindaco Montino protesta: "Manca il rispetto. Il Comune mai coinvolto nella discussione dei progetti. Prima di tutto va portato a termine il programma di sviluppo esistente dentro al sedime"

Fiumicino. Dopo lo ‘‘strappo’’ col ministro Nencini e la polemica dell’on. Mario Baccini, il sindaco Montino protesta: "Manca il rispetto. Il Comune mai coinvolto nella discussione dei progetti. Prima di tutto va portato a termine il programma di sviluppo esistente dentro al sedime"

FIUMICINO – L’argomento è serio, sentito,importante. E tocca molti aspetti da quello ambientale a quello economico, allo sviluppo logistico. Per questo, dopo il primo diniego alla conferenza stampa del ministro Riccardo Nencini sul futuro degli investimenti aeropoprtuali, il sindaco Esterino Montino è tornato sull’argomento. Per chiarire meglio, per spiegare, ma anche per replicare alle accuse politiche di doppiogiochismo lanciate dall’on. Mario Baccini, presidente del Microcredito e futuro candidato sindaco a Fiumicino.
“Non andare a una conferenza stampa dove vengono illustrati progetti dai quali è stato completamente estromesso il Comune di Fiumicino (e non solo lui), non è un atto di arroganza né tantomeno di disimpegno politico, ma un atto di dignità istituzionale. Altro che ‘moina’, noi non accettiamo l’esclusione del Comune di Fiumicino da una discussione che impegna fortemente il nostro territorio, e non la possiamo accettare né da governi amici né da governi avversari, e con grande nettezza diciamo ciò che secondo la nostra visione di sviluppo del territorio è giusto e cosa non lo è”.
Dopo il chiarimento politico, l’analisi di Montino entra nello specifico. 
“Continuo a essere convinto – afferma – che migliorando l’infrastruttura esistente, in termini di accoglienza, logistica e tecnologia, possiamo arrivare all’obiettivo di creare economia per l’aeroporto, senza andare ad intervenire su zone protette, per ulteriori allargamenti. D’altronde – prosegue Montino – oggi si può dire che il da Vinci sia fortemente migliorato grazie all’intervento effettuato sul Molo C, non certo per una pista in più.
Ciò che bisogna fare è andare avanti con il programma di opere, finanziate per un miliardo e mezzo, che sono già in itinere. E cioè: ammodernamento del vecchio Terminal 5, ristrutturazione del Terminal 2, quello andato a fuoco per capirci, realizzare la monorotaia che collega tutti i terminal. Per quest’ultima, inserita nel piano delle opere, ancora manca la progettazione. Più altre opere di risistemazione dell’esistente e ottimizzazione degli spazi aeroportuali. Su questo registriamo ritardi abissali e ingiustificati. Sono state realizzate solo un terzo delle opere previste. Capiamo quanti margini di miglioramente ha ancora l’aeroporto senza pensare ad allargarsi su nuove piste?!”
Rivendico il fatto di insistere sul completamento del lavoro già approvato. Aprano i cantieri previsti, non c’è bisogno di immaginare nuovi scenari. Come italiani abbiamo il brutto difetto di progettare all’infinito, senza mai portare a compimento quanto programmato. Prima completiamo lo sviluppo già deciso, poi casomai penseremo al resto”.

IL COMITATO FUORIPISTA: “NON TRASFORMIAMO LA QUESTIONE IN BAGARRE” – “Diversi anni fa messo in piedi un gruppo di studio per il cosiddetto Quadrante Ovest. 
Era ben prima delle elezioni dove poi furono prese posizioni di netta contrarietà al raddoppio dell’aerostazione e l’aumento delle piste. Furono invitati imprenditori, enti pubblici, studiosi… ma né Roma (che pure era rappresentata attraverso  lamsicetà dei trasporti) né Fiumicino  e nemmeno la Regione Lazio furono chiamati al tavolo“. A ripercorrere la storia dei progetti di investimenti sul quadrante è Massimiliano Mosticoni,  uno degli aderenti al Comitato FuoriPista. 
“Circa un anno fà la Regione ha dovuto puntare i piedi per essere inserita nei tavoli programmatici – prosegue – mentre Fiumicino è rimnasta ancora fuori da ogni discussione. Ora, nel momento in cui si propone una conferenza stampa nella quale si parla di un progetto dal quale come Comune sono stato sistematicamente escluso, che senso avrebbe parteciparvi? 
Ecco perché Montino ha fatto bene a declinare l’invito del minsitro nencini, perché agli occhi di noi cittadini è semplicemente una presa in giro”.
“E’ una questione di priorità – prosegue il sindaco di Fiumicino – non di capricci istuzionali né personali. Prioritario è completare i lavori già previsti all’interno del sedime aeroportuale, cosa che abbiamo già visto col Molo C porta notevoli benefici. poi concetriamoci suille infrastrutture. Non è immaginabile restare fermi ad un Leonardo Express che ci mette 45/50 minuti per arrivare dall’aeroporto a Termini, al costo di 14 euro. Non è neanche possibile pensare a un’alta velocità che entri nello scalo utilizzando i binari urbani e quelli dell’Express. C’è bisogno di investimenti sulla mobilità prima di pensare ad allargare un aeroporto.
La mobilità non può essere solo interna al sedime aeroportuale, né al di fuori di quello può essere solo a carico del pubblico. E’ del tutto evidente che, com’è oggi, se si blocca la Roma-Fiumicino per un incidente l’aeroporto diventa off limits. Servono dunque due complanari che arrivino fino a Fiumicino e non si fermino solo alla Fiera di Roma. occorre risistemare via dell’Aeroporto.
Sono tutte infrasstrutture che vanno pensate e realizzate prima di qualunque ipotesi di allargamento dell’aeroporto, perché è mobilità al servizio dell’aeroporton stesso, e delle decine di migliaia di persone che giornalmente vi si dirigono.
Un’altra esigenza è collegare la Roma-Lido, anch’essa da ristrutturare, direttamente alla stazione aeroportuale, passando per Fiumicino città. Il disegno infrastrutturale esterno non può essere, come detto, solo a carico del pubblico; ci sono i Comune che metteranno una parte, la Regione un’altra, il Governo pure, ma ci sono anche i soldi dell’auemtno delle tariffe aeroportuali che devono essere impiegati proprio per questa idea di sviluppo.
Come si può capire – conclude Montino – il nostro non è un ‘no’ a prescindere, ma un ‘no’ ragionato; e il ragionamento è basato sulle priorità, concetto quest’ultimo che deve prevedere l’interesse dei cittadini e non solo quello delle grandi aziende. Un sindaco questo deve fare: difendere prima di tutto i cittadini, proponendo soluzioni alternative e progetti concreti. E questo è ciò che stiamo facendo”.

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