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Santa Marinella. Nove ditte per la differenziata

Santa Marinella. Nove ditte per la differenziata

Iniziate le operazioni di verifica dei documenti da parte della commissione. Acp attacca: «Ancora una tempistica lunga»

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Sono iniziate ieri l’altro le operazioni per determinare il vincitore tra le nove ditte partecipanti alla gara di appalto settennale per la raccolta differenziata. All’interno della biblioteca comunale si è riunita la commissione ad hoc formata da cinque membri che hanno cominciato a visionare la documentazione presentata dalle società che hanno risposto alla gara indetta dall’amministrazione comunale. Ci vorranno diversi giorni per sapere il nome della ditta vincitrice, visto che il volume dei documenti è molto corposo. Sulla questione interviene la lista civica ‘‘Un’Altra Città è Possibile’’.

«Il contratto con la Gesam – dicono in un documento – è scaduto il 28 febbraio del 2016 e l’amministrazione l’ha prorogato ben quattro volte. Parliamo di un servizio essenziale per la nostra città, non solo in termini di decoro a cui abbiamo diritto come residenti, ma anche come vera e propria risorsa turistica. Una città pulita è infatti immediatamente riconosciuta da chi ci viene a soggiornare, e viceversa. Purtroppo negli ultimi anni si è visto troppo spesso il contrario, cioè una città con strade e marciapiedi non puliti, erbacce, campane usate regolarmente da molti come cassonetti per l’indifferenziata, discariche abusive. Oltre a questo, il nuovo appalto è il più consistente della storia del nostro comune e ammonta a 28 milioni di euro in 7 anni. Dopo questa prima seduta di verifica dei requisiti delle ditte concorrenti, ne seguiranno altre di analisi della proposta economica fino ad arrivare all’aggiudicazione, la firma del contratto e l’inizio del nuovo porta a porta. Solo allora entrerà in vigore il nuovo regolamento approvato in consiglio comunale». «Quale sarà la tempistica? – si chiedono i dirigenti della lista civica – difficile da stabilire, se si considera che dalla consegna del progetto avvenuta nel novembre 2015 ad oggi, sono passati ben due anni. Rispetto a questo tempo così incomprensibilmente lungo, Acp si dichiara del tutto insoddisfatta della risposta all’interrogazione presentata e discussa da Massera in consiglio comunale. Una risposta molto generica dove si chiedeva, in particolare, di giustificare i due mesi di ritardo dalla consegna del progetto per il nuovo bando e la sua approvazione in giunta. Sono stati due mesi di stallo importanti, perché si sapeva che nel frattempo era in via di approvazione da parte del governo il nuovo codice degli appalti che ha in parte rallentato le procedure. Ma solo in parte, il resto a nostro parere sono ritardi ingiustificati». «Come si capisce dall’interrogazione – concludono da Acp – che riporta come spesso accade una deformazione della verità, se tutti gli elaborati del progetto siano stati sottoposti all’attenzione della giunta nel novembre del 2015 non è dato sapere, il sindaco non lo ha dimostrato. Certo è che la giunta ha aspettato due mesi per approvarlo, poi sono seguite ben quattro proroghe».

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