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Dà in pasto ai maiali le pecore morte

Dà in pasto ai maiali le pecore morte

CRONACA. Un pastore rumeno che teneva un gregge in un ovile a I Terzi è stato denunciato per maltrattamento agli animali. Brillante operazione  condotta dalla Polizia locale con l’ausilio delle guardie zoofile e della Asl. Una moria improvvisa  ha decimato gli ovini tenuti in precarie condizioni. Da accertare le cause della morte di venticinque capi per stabilire eventuali patologie trasmissibili

di TONI MORETTI

CERVETERI – Una brillante operazione è stata condotta dalla Polizia locale di Cerveteri coordinata dal comandante Marco Scarpellini con l’ausilio delle guardie ecoozofile a salvaguardia della sicurezza del territorio e delle campagne. In un piccolo appezzamento di terreno nei pressi della frazione I Terzi, situato in una zona confinante col comune di Fiumicino, un pastore di nazionalità rumena aveva avviato il suo sogno imprenditoriale rilevando una certa quantità di pecore ,circa cento e ivi le accudiva, ci sia consentito l’eufemismo, in condizioni a dir poco precarie. Nessun riparo per i poveri animali che si muovevano in mezzo al fango, in condizioni igieniche a dir poco precarie con un abbeveratoio ricavato da una vecchia vasca da bagno dove l’acqua, che evidentemente non veniva spesso rinnovata era di colore  verde. Non si sa ancora se a causa delle condizioni igieniche in cui il gregge era mantenuto, nell’arco di pochi giorni il gregge viene aggredito da una moria di capi per cause ancora da accertare. La cosa sconvolgente è che le carcasse, invece di essere smaltite a norma di legge venivano date in pasto ai maiali riversandole nel loro recinto, in quanto anche un piccolo manipolo di suini faceva parte di quell’allevamento. La Polizia locale dopo due giorni di appostamenti, rimasta basita da quello strano concetto di “riciclaggio”, interviene denunciando il novello “imprenditore” agricolo rumeno per maltrattamento di animali. Chiede quindi l’intervento della ASL che ha disposto le analisi necessarie ad accertare la causa della morte dei circa venticinque capi ovini intanto avvenuta e stabilire se eventuali patologie cui erano affette potevano essere trasmissibili ai maiali cui vennero date in pasto e da questi potevano essere poi trasmesse o comunque creare situazioni di pericolo per l’uomo che avrebbe un giorno consumato quelle carni. Sconcertante quando la spregiudicata e cinica inosservanza di regole elementari creano le condizioni di mettere a rischio un intero patrimonio zootecnico. Un plauso va al tempestivo intervento della Polizia locale e delle guardie ecozoofile.

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